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Buffon alla Carrarese: sogno o realtà? Ecco perché l'arrivo in gialloazzurro è possibile

Buffon in mezzo ai tifosi della Carrarese in uno scatto del 2013

Il portiere campione d’Italia si è detto pronto a ripartire anche dalla C e potrebbe farlo dalla squadra di casa sua

«Se trovo una situazione che mi stimola a dovere, penso di essere ancora un portiere forte. Ripartire dalla C, magari dalla mia Carrarese? Io potrei fare anche una cosa simile. La vita va vissuta fino all’ultimo con la voglia di stupire e sorprendere anche se stessi. Ho ancora l’ambizione e la presunzione di essere un portiere importante e quindi vado avanti».

Ha vinto – da protagonista – da poche ore la Coppa Italia, quando Gianluigi Buffon, 43 anni, portiere della Juventus, campione del mondo con la Nazionale azzurra del 2006, pronuncia queste parole a Sky Sport. Quanto basta per scatenare le suggestioni, per dare nuova linfa a quella “vox populi” che all’ombra delle Apuane circola da sempre: quell’idea, cioè, di vederlo tra i pali giallo azzurri a chiosa di una carriera straordinaria, da primo della classe.


Nelle scorse settimane l’annuncio dei saluti alla Juventus dopo 19 stagioni (17 consecutive dopo il Parma, poi l’esperienza a Parigi, prima del rientro sempre in bianconero): trofei, record e parate. Poi radio-mercato pronta a scatenarsi sul futuro del campione. «Potrei anche smettere perché sono un uomo appagato e ho una famiglia bellissima, ma se c’è qualcuno più folle di me che mi fa immaginare qualcosa di grandioso e mi contatta, io magari lo seguo. Ho avuto tanti contatti in questo periodo e sto analizzando le proposte che ho avuto. Sceglierò quella che reputerò più stimolante. Ultimamente mi è arrivato un messaggio di una società che in quanto a follia potrebbe superarmi e potrebbe interessarmi», il punto a Sky Sport, prima di quel commento nel quale riecheggia la parola Carrarese; anche se dall’entourage del calciatore nato (e legato) nella città del marmo non sarebbero fioccate di certo conferme in tal senso nelle ultime ore, anzi.

Due strade, quella della squadra azzurra e del portiere, che questa volta si incrocerebbero però sul campo, non negli uffici dirigenziali. L’ultima volta infatti è datata 2016.

Eppure gli ingredienti per una bella storia ci sarebbero stati tutti: il campione del mondo, l’idolo della piazza, il portiere da (e dei) record con la Carrarese nel cuore (e sui guanti) pronto a dare una mano alla società di cui è tifoso fin da ragazzo. La realtà, in quelle sei stagioni con Buffon nella società di piazza Vittorio Veneto, sarà ben diversa: dalla promozione alla cessione del 70 per cento delle quote, con la successiva sentenza dichiarativa di fallimento del tribunale; nel mezzo gli anni da azionista unico e quell’appello per dire alla città e agli imprenditori, parafrasiamo, “non lasciatemi solo”, come scriviamo a lato. Un’esperienza partita alla grande, ma con un finale amaro che non ha di certo aiutato a rinsaldare il rapporto con la tifoseria.

Ora, a distanza di anni, quella suggestione che arriva alle porte della stagione estiva e che “scalda” il clima. Una doppia suggestione, con Buffon in campo e il suo ex compagno ai tempi della Nazionale, Antonio Di Natale, in panchina.

Ma è ancora prematuro per parlare di calcio giocato per l’ambiente giallo azzurro che in queste settimane potrebbe trovare il nuovo assetto societario. Sono giornate decisive, con vari incontri, ma la “fumata bianca” sembra vicina: da definire l’assetto – in termini di impegno economico e di percentuali in società – dei componenti del “gruppo marmo”. —

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