Critica il bagno: «Poche norme anti Covid». E il gestore dopo 30 anni la mette alla porta

Una spiaggia estiva affollata

La signora, figlia di una invalida, aveva lamentato la troppa vicinanza degli ombrelloni. Le scrive l’avvocato: non si ripresenti

MASSA CARRARA. Si è lamentata, la scorsa estate, della poca distanza fra gli ombrelloni e della scarsa attenzione ai dispositivi per la igienizzazione dei clienti nelle aree comuni, come previsto peraltro dai protocolli per limitare i contagi da coronavirus.

Lo ha fatto per la madre invalida che, stiamo parlando di quasi un anno fa quando i vaccini erano ancora una chimera, avrebbe potuto correre davvero grossi rischi per il contagio da Covid. Per tutta risposta è le arrivata una bella lettera dell’avvocato che la informa, mettendo tutto nero su bianco, che il suo contratto “balneare” è stato disdetto. Non solo la signora è stata pure invitata, per il futuro a non presentarsi al bagno. Quello che frequentava da oltre trent’anni. Per tutelare la signora, e la madre invalida, racconteremo la vicenda omettendo il nome della protagonista e anche quello dello stabilimento balneare coinvolto.


Una vicenda che parte sulla spiaggia e va avanti a carte bollate: le lettere degli avvocati sono due, una è quella da parte del legale dello stabilimento balneare di Marina di Carrara che ha messo alla porta la cliente. L’altra dall’avvocato che assiste la famiglia che ha ricevuto la disdetta del contratto e che ha voluto mettere in chiaro come stanno le cose.

IL TRATTO RESCISSO

La lettera, una raccomandata, è dell’aprile scorso. Meno di un mese fa. È stata inviata alla signora, cliente fedele, di uno degli stabilimenti della riviera apuana. L’oggetto è già molto chiaro: mancato rinnovo e disdetta contratto.

L’avvocato scrive che ha avuto disposizione di comunicare alla signora, fino ad allora ignara, il mancato rinnovo, e quindi la disdetta del contratto di servizio per l’estate oramai alle porte. Viene messa nero su bianco una motivazione precisa: in sostanza sarebbe “colpa” della cliente perché avrebbe violato, a più riprese, le disposizioni regolamentari interne del bagno stesso.

Il legale parla anche di norme stringenti a livello contrattuale, dichiarando quello che regolamenta il servizio balneare è da inquadrarsi, sotto il profilo normativo, nell’ambito della locazione prevista dal codice civile, rientra nella facoltà della società locatrice, tenuto conto della natura del rapporto, dare corso al mancato rinnovo e alla disdetta dello stesso a fronte del reiterato mancato rispetto da parte della cliente, quale conduttore, delle disposizioni del regolamento interno. Per l’avvocato non ci sono possibilità di mediare. La sua missiva suona come un aut aut. Il rapporto negoziale – insomma – è da intendersi non rinnovato e quindi risolto con effetto immediato e, pertanto, definitivamente cessato. La cliente viene quindi gentilmente (ma nemmeno troppo) messa alla porta. Invitata ad astenersi per il futuro dal presentarsi presso la struttura balneare.

LA REPLICA

La risposta della cliente “cacciata” dal bagno non si fa attendere ed è anche in questo caso affidata a un legale. È una lettera dei primi del maggio scorso. In cui si precisa che la signora non ha mai violato le disposizioni regolamentari del bagno. E arriva anche la spiegazione. Viene messo in evidenza che la signora, nel corso della passata stagione estiva, si è unicamente limitata a rilevare la mancata osservanza da parte della struttura delle norme anti covid dettate dalle autorità competenti al fine di limitare i contagi (nello specifico rilevando il mancato distanziamento degli ombrelloni e l’insufficienza dei dispositivi necessari per l’igienizzazione) e questo per la sicurezza propria e dello stabilimento. E l’avvocato entra pure nel merito del contratto: la invocata risoluzione del contratto oltre a essere infondata è del tutto illegittima. Pertanto invito a destinare, come da oltre trent’anni, ombrellone, cabina e posto disabili alla propria assistita. —

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