Movida violenta a Marina di Carrara, in 17 chiedono la messa alla prova

Ma prima dovranno risarcire gli agenti. Tre dei ventuno imputati hanno scelto il rito abbreviato,uno solo vuole la discussione dell’udienza preliminare

CARRARA. Tre imputati hanno chiesto il rito abbreviato: hanno cioè scelto di rinunciare al dibattimento in cambio di uno sconto di pena. Uno ha scelto di passare dall’udienza preliminare. Tutti gli altri, 17, hanno chiesto la messa alla prova, cioè una modalità alternativa di definizione del processo mediante la quale è possibile arrivare al proscioglimento per estinzione del reato nel caso in cui il periodo di prova concluda con esito positivo.

La sospensione del processo sarà però vincolata al risarcimento danni nei confronti dei sei agenti che la notte del 23 agosto dello scorso anno sono stati presi a sassate, a sputi e a insulti dal gruppo di 21 giovani carraresi comparsi ieri mattina nella sala congressi di Marina di Massa, davanti al giudice per l’udienza preliminare che doveva decidere se rinviarli a giudizio o meno.

Le accuse vanno da oltraggio, resistenza e violenza o minaccia a pubblico ufficiale a lesioni, danneggiamento e, per uno di loro, anche ricettazione per un paio di guanti rubati, da qualcuno mai identificato dagli inquirenti, a un agente di polizia e poi pubblicati su una storia Instagram con tanto di messaggio: «Regalo guanti da infame».

Secondo la procura, che ha ricostruito i fatti grazie anche alle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dei numerosi telefonini puntati su via Rinchiosa, i giovani avrebbero prima inveito contro gli agenti che erano intervenuti per sedare una rissa, poi avrebbero iniziato a lanciare oggetti di ogni tipo: bicchieri, sostanze liquide, pietre e anche una bottiglia di vetro finita poi sul volto di un agente. C’è chi poi avrebbe cercato di togliere lo sfollagente ai poliziotti e chi avrebbe cercato di impedire che le volanti se ne andassero accerchiando le auto e tenendo le porte aperte.

Tre di loro, come detto, hanno chiesto il rito abbreviato e sono: Lorenzo Simonini, Marco Lenzi e Tommaso Bigarani, accusati di violenza o minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, i primi due anche di lesioni. Paolo Corciolani, accusato anche lui di violenza o minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, ha chiesto la discussione dell’udienza preliminare.

Gli altri, la messa la prova, e sono: Alessandro Gramegna, Johnny Ghio, Christian Cerreta, Valentina Agnesini, Angelo Caiazzo, Massimiliano Nicoletti, Omar Benhjla, Veronica Riccardi, Ciro Enrico Di Tella, Matteo Del Padrone, Federica Morelli, Elia Pedrazzi, Lorenzo Baldoni, Matteo Dorando Dell’Amico, Matteo Farfai, Lorenzo Arcolini, tutti accusati di violenza o minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Gramegna, Ghio, Cerreta, Agnesini, Caiazzo, Nicoletti, Benhjila, Riccardi, Di Tella, Del Padrone, Morelli e Pedrazzi sono accusati anche di lesioni. Cerreta e Baldoni invece di danneggiamento, Benhjla di ricettazione e Dell’Amico di oltraggio a pubblico ufficiale.

Sarà l’avvocata degli agenti, Claudia Volpi, a quantificare il danno che i singoli imputati dovranno risarcire gli agenti di polizia entro la prossima udienza in programma a luglio. Il giudice in quella data valuterà l’istanza di messa alla prova. Se approverà, i 17 giovani dovranno seguire un programma di lavori socialmente utili per un massimo due anni. —