Addio a Maurino il barista "anima" di Carrara

Il suo locale era il luogo delle schedine, dell'anarchia e della “ramata”

CARRARA. Da anni quel “baretto” in piazza Garibaldi non c’è più. Ma in pochi hanno dimenticato il suo gestore, Mauro Ambrosini per tutti Maurino, davvero una delle “anime” di Carrara. Ma, adesso se ne è andato anche lui “Maurino”, che nel bar Soprt degli Animosi c’è letetralmente vissuto. Con lui se ne va un altro pezzo di storia, quella della Carrara bella, quella che è nel cuore della gente di una certa età. Mauro si è spento all’età di 88 anni. Da tempo era malato. Ha lasciato la moglie Marianella, i nipoti e i figli Serena, Marco, Stefania, Gabriella, Annamaria, Alfredo e Fernando.

Mauro classe 1933 è stato lo storico barista degli Animosi. I sui primi clienti li ha serviti quando aveva appena 13 anni, nel 1946 e ha continuato fino all’età di 72 anni. Il suo bar, uno dei primi in città dove si giocava al Totocalcio era famoso per la “ramata”, (la rete metallica, per chi non lo sapesse), perché a Carrara quando si dice “a i ho la ramata” significa che “agguanti” tutte le persone più strane, anche quelle che non vorresti. E Maurino nel suo bar aveva la “ramata” e l’aveva pure incorniciata e messa in bella vista. Tanto che il suo bar lo chiamavano la “ramata”. Una persona molto conosciuta e amata in città, sempre sorridente e dai toni pacati. Grandissimo tifoso del Toro e amante della musica lirica, tutti lo ricordano anche per aver organizzato per tutta la sua gestione del bar Sport il Primo maggio anarchico, ma anche per le gare della Carrara – Campocecina.


Una brava persona, lo ricorda Andrea Ghinoi dell’omonimo bar tabacchi: «Con Mauro se va un altro pezzo storico di Carrara – dice – gli volevo bene. Mauro era una persona buona, sempre sorridente. È la persona più buona e generosa che abbia conosciuto. Il suo è stato uno dei primi bar dove si giocava la schedina, è anche stato uno dei primi a fare il gelato artigianale. Quando veniva da me a prendere il caffè raccontava sempre molti aneddoti. Ci scambiavamo battute in carrarino. Mauro appena entrava mi diceva André famm un caffè che te ta' l Bei e Nannini , lo sai che è il caffè più buono che c’è? Ce l’avevo anch’io al bar Sport”».