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Ex Farmoplant, nessuna sospensiva all’obbligo di bonifica della falda

L’area dell’ex Farmoplant

Massa: il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso della Edison che chiedeva di congelare la sentenza del Tar

MASSA. «Ritenuto peraltro, sotto il profilo del periculum in mora, che il pregiudizio di carattere economico paventato dalla società risulti recessivo rispetto all’esigenza di procedere celermente alla bonifica di cui trattasi, il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (sezione quarta) respinge l’istanza cautelare».

È con queste motivazioni sintetiche che il consiglio di Stato ha respinto la richiesta di una sospensiva presentata da Edison Spa (ex Montedison) nell’appello contro la storica sentenza emessa lo scorso 3 novembre dal Tar di Firenze, che aveva riconosciuto la società erede a tutti gli effetti di Montedison/Farmoplant e «(cor)responsabile» dell’inquinamento persistente nella falda sottostante l’area Sin dell’ex stabilimento chimico e a valle di esso, condannandola a presentare entro sei mesi un progetto di bonifica, in ottemperanza a quanto disposto dalla nota del ministero dell’Ambiente (oggi ministero della Transizione ecologica) del 12 aprile 2018. L’ordinanza del consiglio di Stato è stata pubblicata ieri e subito è stata resa nota anche dal sindaco di Massa durante il consiglio comunale di ieri pomeriggio. D’altronde è un grande sollievo per il Comune di Massa.

La causa al tribunale amministrativo di Firenze (Tar) era iniziata nel 2018, ma si riferiva a vicende risalenti a oltre 30 anni fa, quando il territorio era avvelenato dalle lavorazioni praticate dalla fabbrica chimica, chiusa nel 1988, anno in cui si verificarono la devastante esplosione del serbatoio contenente il micidiale pesticida Rogor e la fuoriuscita della gigantesca nube tossica. L’ex Montedison aveva presentato ricorso contro ministero, Ispra e Arpat.

Nel primo processo si erano costituite in giudizio anche le imprese private cooperativa La Victor e Ivan Massa Srl, ma non il Comune di Massa, che invece adesso ha deciso di farlo in appello, tramite l’avvocatura comunale, scegliendo poi come legale Domenico Iaria del foro di Firenze, dello studio Lessona di Roma.

L’amministrazione Persiani ha anche deciso di affidarsi a un consulente esperto. Si tratta del geologo Andrea Piccinini, che nel 2018-2019 aveva già coordinato l’associazione temporanea di imprese vincitrice dell’appalto per la campagna di analisi effettuata nella falda Sin/Sir per conto di Sogesid Spa, società del ministero dell’Ambiente.

L’ordinanza emessa dal consiglio di Stato, firmata dai magistrati Luigi Maruotti (presidente) e Silvia Martino (estensore), condanna Edison «alla rifusione delle spese della fase incidentale del giudizio nei confronti del ministero della transizione ecologica, del Comune di Massa e delle società Ivan Massa Srl e cooperativa La Victor, in ragione di 1. 000 euro per ciascuna parte, oltre gli accessori di legge, se dovuti».

Adesso, dunque, bocciata la richiesta di sospensiva presentata da Edison, si andrà all’udienza di merito, ma l’orientamento del consiglio di Stato sembra emergere già con chiarezza dalle parole contenute in questa sintetica ordinanza.

Soddisfatto il sindaco Francesco Persiani, raggiunto telefonicamente durante il consiglio comunale. «Ho appena letto l’ordinanza ai consiglieri e ai cittadini – ha spiegato a Il Tirreno il primo cittadino di Massa –.Direi che per noi questo primo atto del consiglio di Stato risulta molto positivo. Non solo per il fatto che la richiesta di Edison viene respinta e la società condannata a rifondere le spese legali, ma soprattutto perché è stata ribadita l’esigenza di procedere quanto prima alla bonifica della falda ex Farmoplant. Dunque, ci sono i presupposti per essere ottimisti». — RIPRODUZIONE RISERVATA