L’abbraccio di Marina alla “sua” Tiziana

Commozione e e tante lacrime ai funerali della donna di 73 anni rimasta schiacciata dall’ascensore di casa

marina di carrara. È stato un abbraccio composto e sentito e obbligatoriamente ricalibrato dalle norme anti-contagio quello che la sua Marina di Carrara, la sua città, ha voluto dare a Tiziana nell'ultimo saluto. Carrara infatti si è raccolta silenziosamente attorno alla famiglia Codega ieri pomeriggio durante i funerali di Tiziana Boggi (avrebbe compiuto 73 anni a giugno) che ha perso la vita martedì nella sua abitazione di via Vicinale Macchia, schiacciata tragicamente nel vano dell’ascensore di casa.

Una cerimonia ristretta, per via delle norme Covid-19, ma il saluto alla famiglia è arrivato comunque ben forte nel pomeriggio alla chiesa Santissima Annunziata di via Bassagrande a Marina con la cerimonia officiata da Don Cesare Benedetti e alla quale era presente, tra gli altri, anche il deputato di Italia Viva Cosimo Maria Ferri. Parenti e amici a salutare il marito di Tiziana, Fedele Codega, 81 anni, e un cognome che a Carrara e non solo fa rima con pneumatici con l'attività storica radicata sul territorio da 80 anni: prima in centro, poi sul viale XX Settembre prima dell'attuale location. Fedele con Tiziana ha passato quasi tutta la vita, anche i momenti più duri: fino al primo pomeriggio di martedì scorso, fino a quel tentativo di soccorrerla, intrappolata nel vano dell'ascensore, prima di quel crollo della struttura che non le ha lasciato scampo. Due i figli della coppia, presenti ieri con papà Fedele: Davide, il più piccolo, 46 anni e super tifoso della Carrarese, nonché titolare della 1941 srl “Davide Codega”. E Nicola, 49 anni, molto conosciuto in città per varie ragioni: ideatore della “CarrozzAbile” – evento sempre partecipato per riflettere su temi come accessibilità, disabilità e barriere architettoniche – e, tra le altre attività, autore del libro “Sempre in piedi” per mettere nero su bianco l'esempio, il suo, di forza e di coraggio. Doti che sono state necessarie, assieme all'amore e all'aiuto della sua famiglia, dopo quell'incidente del 1998 che a 26 anni l'ha costretto alla sedia a rotelle, dopo un passato, da ragazzo, nell'atletica leggera. E in questi 23 anni non ha mai mollato e l'abbraccio della comunità carrarese ieri è arrivato forte, seppur simbolico, a distanza a tutti i componenti della famiglia, unendosi nel dolore dopo i numerosi messaggi di cordoglio dei giorni scorsi arrivati anche da associazioni e dalla Carrarese Calcio. E Nicola proprio nelle scorse ore ha rilasciato un messaggio sui social, sul suo profilo Facebook: «Non mollo e non mollerò mai, mi alzo e inizio a correre più forte di prima sia nello sport che nella vita», con la sua firma da «orgoglioso carrarino: duro come il marmo. Mi rialzerò è sarò ancora più forte di prima», ha scritto.




Luca Barbieri

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