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Rubavano nelle scuole e in uffici pubblici: arrestati i Bonnie e Clyde apuani

I pc rubati e le piante di marijuana trovate nella casa della coppia

I due carraresi sono stati sorpresi da carabinieri e polizia negli uffici della Master: hanno messo a segno almeno cinque furti

MASSA. Lei faceva da palo. Fuori, seduta alla guida dell’auto, pronta a dare l’allarme in caso di pattuglie in arrivo e a ingranare la prima. Lui faceva il resto. Forzava le porte o le finestre con il suo cacciavite e portava via tutto quello che riusciva a trovare: soldi delle macchinette, computer. Gli stessi computer che il giorno dopo qualche alunno o studente avrebbe dovuto utilizzare.

I Bonnie e Clyde apuani prendevano di mira solo scuole e uffici pubblici perché in fondo era la cosa più semplice: entrare di notte dentro immobili vuoti, senza allarmi, senza sorveglianza, con poche telecamere e magari anche obsolete. Ma quelle poche e obsolete telecamere, aggiunte a quelle presenti sul territorio provinciale, sono bastate a carabinieri e polizia a dare un volto e un nome alla coppia di ladri seriali.


Sono due carraresi, 39 anni lui, 27 lei, residenti a Fosdinovo, in una casa dove le forze dell’ordine, durante la perquisizione, hanno trovato anche nove piante di marijuana, poi sequestrate.

I due sono stati arrestati in flagranza di reato il 3 maggio davanti all’ufficio tributi della Master, in via Simon Musico a Massa. Il materiale probatorio raccolto dalla squadra mobile della questura e dal nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Massa negli ultimi mesi era talmente fitto che il pubblico ministero Alessia Iacopini ha chiesto e ottenuto il rito direttissimo per i due. Il giudice Ermanno De Mattia ha convalidato gli arresti, disponendo la custodia in carcere per il 39enne e la misura cautelare della presentazione alla polizia giudiziaria per la compagna.

Gli inquirenti, come detto, sono riusciti a risalire alla coppia grazie alle telecamere di videosorveglianza presenti sia all’interno degli immobili sia all’esterno. I furti attributi ai due carraresi sono cinque, anche se il sospetto è che siano di più.

Il primo sarebbe stato commesso la notte del 17 marzo alla Master; il secondo il 4 aprile all’istituto superiore Barsanti, a Massa. Il 18 aprile di nuovo al Barsanti; il primo o il 2 maggio (era un fine settimana) sarebbero entrati nelle scuole elementari Bresciani al Cinquale, e il 3 maggio di nuovo alla Master, dove però sono stati sorpresi e arrestati.

La quantità del materiale rubato è ancora «in corso di quantificazione», fanno sapere gli inquirenti, ma, in ogni caso, si tratta di soldi sottratti dai distributori di alimenti e bevande e di computer. Solo al momento dell’arresto, carabinieri e polizia hanno trovato nell’auto della coppia tre pc di diversi istituti scolastici.

Devono ancora essere quantificati anche i danni fatti nei vari edifici pubblici tra porte e finestre rotte, stanze da sanificare a ogni furto, con tanto di lezioni posticipate in attesa del ripristino delle aule.

Poi c’è l’amarezza – e questa non si può nemmeno quantificare – nel vedere violato il luogo protetto dei bimbi e dei giovani.

«L’attività investigativa, promossa dalla personale della squadra mobile della questura e dal comando Norm dei carabinieri, in perfetta sinergia tra loro – si legge in una nota congiunta delle forze dell’ordine –, ha permesso di ricostruire almeno ulteriori cinque episodi delittuosi compiuti dai due fidanzati, i quali hanno arrecato danni ed asportato materiale in corso di quantificazione».

Inoltre, si legge ancora nella nota, «le ulteriori perquisizioni domiciliari permettevano di rinvenire una serra artigianale che conteneva nove piante di marijuana in discreto stato di conservazione». —

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