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Ricatti sessuali e ritorsioni contro un carabiniere, ex cappellano alla sbarra

Massa, le accuse nei confronti dell’ex parroco sono di tentata concussione e calunnia. Ieri l’imputato ha negato le avances

MASSA. «No, nessuna avance sessuale. Eravamo solo amici». Il carabiniere di Boscotrecase, presunto bersaglio degli assalti sessuali dell’ex cappellano militare della 46esima Brigata Aerea di Pisa, ieri mattina in Tribunale a Massa ha sminuito il carico di accuse contro l’ex sacerdote Antonio Marrese, 47 anni, ridotto allo stato laicale per aver «creato pubblico scandalo, sofferenze e nocumento alla comunità ecclesiale» ed essendo «ritenuto colpevole di gravi reati, alcuni dei quali lesivi della reputazione di diverse persone».

La decisione è scaturita da un procedimento canonico condotto dalla Congregazione per il clero. Davanti al collegio del Tribunale (presidente Lama, a latere Basilone e Biasotti) con pm Roberta Moramarco, Marrese deve difendersi dalle accuse di tentata concussione e calunnia.


La prima per le richieste di atti sessuali al giovane carabiniere (non si è costituito parte civile, ndr) contro il quale avrebbe anche spedito lettere anonime per ritorsione al suo rifiuto di concedersi. All’epoca dei fatti il militare era in servizio a Massa.

La calunnia è riferita alle credenziali per accedere al sistema Intranet dei carabinieri.

Marrese si sarebbe vantato di poter disporre di determinate informazioni riservate grazie alle password fornite da un carabiniere che ieri è stato sentito in aula. «Sì, glielo ho fornite perché era un cappellano militare» ha risposto il testimone.

Antonio Marrese è stato anche vicerettore del Santuario Mariano di Pompei. Al Santo Padre lo stesso Marrese aveva sottoposto una richiesta di grazia l’11 dicembre scorso.

Al centro delle sue azioni sono numerosi i ricatti a sfondo sessuale.

Al no dei suoi obiettivi, stando alle accuse che gli erano state rivolte, iniziavano le ritorsioni dell’ex cappellano.

Nelle lettere inviate ai familiari del giovane carabiniere non solo calunniava il militare, ma la sua intera famiglia e quella della sua fidanzata.

«La mia unica colpa è quella di aver fatto esposti anonimi, mai fatto avances sessuali», aveva dichiarato Marrese nel corso di un interrogatorio.

Prossima udienza a fine settembre per sentire altri testi dell’accusa. —

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