Mazzette in Provincia, la “bustarella” da 1.500 euro pagata dalle ditte in tre rate

Gli inquirenti hanno ricostruito tutti gli episodi con il passaggio di soldi Lorenzetti: sono amareggiato, non colpiamo la Provincia per gli errori di alcuni

MASSA. Avrebbero dovuto pagare oneri statali pari a 350 euro per ogni trasporto eccezionale effettuato, a cui si sommava anche la tassa di “maggior usura” per le strade pari a 50 euro a viaggio e le spese, 32 euro, per ottenere le autorizzazioni della Provincia. Una cifra che alla fine veniva dimezzata con la complicità di tre funzionari dell’ente, ricompensati poi con ricche mazzette. Questo l’impianto accusatorio della Procura messo in piedi nei confronti di Francesco Ambrosio, Renato Viscuso ed Enrico Micheloni, i tre dipendenti del settore “Trasporti terrestri” di Palazzo ducale. A pagare le mazzette erano i titolari delle ditte di trasporto che nel solo 2020, secondo l’accusa, avrebbero sborsato diverse decine di migliaia di euro. Nello specifico la Procura ha focalizzato alcuni episodi chiave, riportando le date degli incontri in cui avveniva lo scambio di buste. Il modus operandi era sempre lo stesso: venivano rilasciate le autorizzazioni “in assenza del pagamento degli oneri statali pari a 350 euro” per ogni trasporto; in cambio i tre si accordavano per ricevere una somma di denaro, che non sempre la Procura è riuscita a quantificare.

Le mazzette andavano da 150 euro a 1.500 euro: il 17 giugno 2020 nella busta oggetto di scambio c’erano 500 euro e pochi giorni dopo la stessa ditta ne consegnava altri 300. Il 16 dicembre, invece, Ambrosio riceveva la busta con “solo” 25 euro di buoni carburante, dichiarando: “Con questi non ci mangio”. In un altro episodio, del 1 luglio 2020, la somma pattuita risulta di 800 euro: 200 consegnati subito e 600 una settimana dopo. La mazzetta aumentava in base a quanti soldi (di tasse statali) gli facevano risparmiare: una volta a fronte degli oneri pari a 3mila euro non conteggiati, i funzionari hanno ricevuto 1500 euro, consegnati in tranches il 10 giugno, 10 luglio e 6 agosto 2020. Mille euro arrivarono anche per aver falsificato le bolle e le attestazioni di pagamento della tassa “maggior usura” e così via ancora per decine di casi. Si chiama “trasporto eccezionale” perché lo possono effettuare soltanto alcune tipologie di mezzi, a determinate condizioni e rispettando una normativa fatta autorizzazioni, rinnovi, certificazioni e tasse da pagare.

Un sistema che, secondo la Procura, alcuni autotrasportatori hanno cercato di aggirare con l’obiettivo di risparmiare e rendersi la vita burocraticamente più facile. Gli uffici si riservano di concludere la pratica “entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta”, mentre i titolari delle ditte riuscivano ad ottenerla in tempo reale e con una sola telefonata. «Sono amareggiato – commenta il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti – Le responsabilità andranno ovviamente dimostrate; al momento sono state formulate accuse molto gravi, ma come sempre siamo garantisti. Rimango convinto della qualità dei dipendenti della Provincia. Un intero ente non può e non deve essere considerato corrotto per lo sbaglio di qualcuno. Siamo disponibili a collaborare con gli inquirenti». —

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