Autorizzazioni ai trasporti, in carcere tre dipendenti della Provincia: sono accusati di aver preso mazzette

Massa Carrara: ai domiciliari otto imprenditori e il titolare di una azienda che forniva il servizio scorta

MASSA. Secondo la pubblico ministero Alessia Iacopini gestivano le autorizzazione ai trasporti in Provincia, avvantaggiando le ditte amiche e consentendo loro di non pagare quanto dvuto all'ente pubblico in cambio di mazzette. Un sistema messo in luce dalla procura e per cui questa mattina, su ordinanza dalla giudice per le indagini preliminari Marta Baldasseroni, sono state eseguite dalla guardia di finanza 12 misure cautelari.

In carcere tre dipendenti della provincia, addetti al settore trasporti e ai domiciliari altre nove persone di cui otto titolari di ditte di trasporti e uno proprietario della società che assicrava il servizio scorta ai trasporti eccezionali ed era praticamente monopolista nella provincia apuana.

I tre dipendenti pubblici - sostiene la pm - avrebbero rilasciato le autorizzazioni ai mezzi circolavano sulle vie provinciali dietro pagamanto di mazzette. I dipendenti di Palazzo ducale e gli autisti dei mezzi si incontravano fuori dagli uffici e si scambiavano le buste. Per ogni singola autorizzazione era previsto un tariffario. Secondo la procura i tre provinciali avevano messo in piedi un vero e proprio sistema e, per non insospettire i loro superiori, avrebbero previsto il rilascio, di tanto in tanto, di autorizzazioni regolari.

La giudice Baldasseroni, che ha firmato l'ordinanza di misura cautelare, descrive i dipendenti come spregiudicati. Le ipotesi di accusa formulate dalla Procura sono corruzione, truffa e falso. Le misure cautelari sono scattate per pericolo di inquinamento delle prove e reiterazione del reato, le indagini sono ancora in corso.