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Ex Gesco, i mega store ma anche un museo

L’ingresso dell’area prima Olivetti e poi Gesco

Chiesto il cambio di destinazione. Il sindaco: coinvolgeremo la città

Non sono chiacchiere, non voci. Perché la richiesta di un cambio di destinazione d’uso sulle scrivanie del Comune c’è. Nero su bianco. E a confermarlo è il sindaco Francesco Persiani che quella richiesta l’ha vagliata per coinvolgere poi la Regione e capire, passo dopo passo, quale sia l’iter procedurale per destinare a commerciale 20mila, forse 30mila, metri quadrati dell’ex area Gesco, lungo via Catagnina. Un grande insediamento, con i nomi di importanti catene in pole position, nell’ambito di un più ampio progetto di valorizzazione dell’area, partendo dalla sua storia. Se lì, per anni, ha avuto casa quel gioiello che è stata la Olivetti, perché – qualcuno avanza l’ipotesi – non pensare anche ad uno spazio museale, magari con l’esposizione delle storiche macchine da scrivere dell’azienda italiana?

Senza dimenticare che il cambio di destinazione sarebbe legato ad un’ operazione perequativa: la proprietà – per semplificare – otterrebbe il via libera, ma si renderebbe disponibile a realizzare opere di pubblica utilità. Magari nel cuore della città, magari sul fronte parcheggi e viabilità. Ma il cambio di destinazione – il sindaco lo ricorda – può essere attuato solo attraverso lo strumento della variante: la Regione ha già in mano le carte. È Firenze, infatti, che dovrà chiarire gli aspetti procedurali, inclusa l’eventuale necessità di una valutazione di impatto ambientale: «C’è la richiesta di un cambio di destinazione d’uso a commerciale di una porzione dei volumi nell’area ex Olivetti. Da parte nostra – fa il punto Persiani – c’è interesse alla riqualificazione. Abbiamo coinvolto la Regione, già c’è una idea di massima della proprietà, idea che noi abbiamo chiesto di dettagliare. Si tratta di un investimento importante, è fondamentale, quindi, che sia realizzato al meglio, valutandone fattibilità, dimensionamento, portata. Quando avremo i necessari elementi, ne parleremo con la città e il consiglio comunale».


Del resto per una variante urbanistica il passaggio consigliare è tappa obbligata, ma l’impegno dell’amministrazione è anche quello di confrontarsi con la collettività. Di certo l’amministrazione la carta vuole giocarsela: un’ampia zona commerciale con ritorni occupazionali (da anni si parla di un interesse ad insediarsi da parte di Decathlon e Leroy Merlin).

L’area, abbandonata a se stessa da decenni e acquisita a fine 2020 dagli imprenditore del marmo Gino Mazzi (Furrer) e Paolo Majello, non solo sorge in una zona strategica per accessibilità e vicinanza all’autostrada, ma si distingue anche per valore architettonico. Circa 100mila metri quadrati, ha ospitato la Olivetti e Adriano Olivetti l’importanza dell’architettura nelle dinamiche del lavoro la conosceva bene. A realizzare la fabbrica, o almeno il corpo principale, è stato l’architetto milanese Piero Bottoni. Non proprio il primo venuto.

Qualsiasi progetto, quindi, non potrebbe trascurare la portata storica di quegli spazi, da anni, dopo il fallimento del consorzio Gesco (leggi articolo sotto), in abbandono. La proprietà ha provveduto alla pulizia e i progettisti sono al lavoro per elaborare una proposta di recupero, proposta che, accanto ad un grande insediamento commerciale, potrebbe contemplare anche una riqualificazione urbana e con spazi museali. —

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