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Litiga con la compagna e il figlio poi si accascia a terra e muore

Mohamed Mustarbad con la compagna e l’intervento dei carabinieri alle case popolari

Aulla, la procura ha disposto l’autopsia sul corpo del 55enne, ma sembrano non esserci dubbi sulla causa accidentale della morte

AULLA. Alle dieci di sera l’ambulanza entra a sirene spiegate in via primo maggio, ad Aulla, e parcheggia davanti al numero civico 46 delle case popolari. Vecchi palazzi arancioni con i muri scrostati dall’età, abitati perlopiù dalla comunità marocchina e da anziani soli. I residenti sobbalzano sul divano. Aprono le persiane e affacciati dalle finestre vedono un loro vicino, Mohamed Mustarbad, 55 anni, a terra, davanti al portone della casa della compagna. Lei è lì davanti, in lacrime. C’è anche il figlio di Mohamed, sotto choc. Il medico del 118 si fionda sul corpo dell’uomo e inizia il massaggio cardiaco.

Gli altri guardano e aspettano con il fiato sospeso. Un minuto, due, dieci, venti. Il suo cuore continua a non battere. Forza, riprenditi, pensa ad alta voce qualcuno. Un altro minuto, due, dieci. Mohamed però non si sveglia e il medico alla fine non può far altro che constatarne il decesso. Ma cosa è successo prima? Perché lui è lì fuori steso?

Sul posto ci sono i carabinieri, anche con il reparto del Ris, che ascoltano i testimoni, controllano la casa dell’uomo (dove sta anche il figlio) al primo piano della palazzina, quella della compagna, al piano terra, controllano, torce in mano, anche il giardino per verificare che non ci siano armi. La zona viene recintata e dietro i nastri rossi e bianchi le donne in chador cercano di calmare la compagna dell’uomo.

Poi, in piena notte, mentre il corpo del 55enne viene trasportato all’obitorio di Massa, compagna e figlio vengono portati in caserma per essere ascoltati.

E loro raccontano, in lacrime, quanto accaduto. Tutto sarebbe partito da un litigio tra la donna e l’uomo. Stando al racconto della compagna, da quando lui aveva perso il lavoro, in un cantiere navale di Massa, litigavano spesso e sempre senza motivo.

Sabato sera era ancora più agitato del solito. Lei non riusciva a calmarlo. La avrebbe anche afferrata con forza al braccio. Lei è uscita di casa per chiedere aiuto al figlio dell’uomo, un 29enne, anche lui operaio e musicista. Il giovane è sceso e avrebbe cercato di calmare il padre, ma avrebbero iniziato a litigare anche loro, fino a quando, sempre secondo la ricostruzione dei familiari, lui si sarebbe accasciato a terra e non si è più rialzato.

La chiamata al 118 è partita subito. L’uomo però aveva già problemi di salute e non ha retto.

Il pubblico ministero Marco Mansi ha disposto l’autopsia, ma sembrano non esserci dubbi sulla causa accidentale della morte.

«Dagli accertamenti svolti dai carabinieri e dal medico legale - si legge in una nota della compagnia dei carabinieri di Pontremoli - è emerso che il 55enne non presentava segni di colluttazione e aveva pregressi problemi di salute». --

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