Violenza sulle baby atlete: a processo allenatore di volley 

È accusato di le molestie su sei ragazzine di un campus organizzato sul litorale di Massa

È stato rinviato a giudizio l’allenatore di pallavolo lombardo accusato di aver molestato sei ragazzine, di età compresa tra i nove e i 12 anni, ospiti di un campus estivo del litorale di Massa. I reati contestati sono violenza sessuale e violazione di domicilio, dal momento che, secondo la procura, l’uomo si sarebbe introdotto nelle camere delle bimbe senza la loro autorizzazione.

I fatti risalgono al 4 luglio del 2019. La mattina le bimbe raccontano ai coordinatori del campo estivo quanto accaduto poco prima nelle loro camere. E lo fanno, con una maturità spiazzante per la loro età, nonostante l’allenatore avesse detto loro di non raccontarlo a nessuno. Raccontano di pantaloni abbassati, della spallina della canottiera sfilata, dei pizzicotti, dei grattini, dei tentativi di fuga non riusciti. E nulla, a loro, sembra normale. Secondo quanto ricostruito dalla polizia subito dopo le denunce dei genitori, l’uomo sarebbe entrato in due camere nella stessa notte. Nella prima camera avrebbe abbassato i pantaloncini a una bimba. Lei avrebbe anche provato ad allontanarsi ma lui, secondo l’accusa, l’avrebbe circuita dicendole di non alzarsi dal letto per non svegliare le altre. Alla compagna di stanza, avrebbe arrotolato la canottiera del pigiama e le avrebbe massaggiato la pancia e il petto. Poi sarebbe passato alla seconda stanza. Qui, secondo le testimonianze raccolte, sarebbe andato in scena lo stesso copione. A una delle ospiti l’uomo avrebbe abbassato gli slip, dandole anche dei pizzicotti, e a un’altra avrebbe sbarrato la porta per non farla uscire. Le denunce hanno convinto la procura di Massa ad aprire un fascicolo a carico dell’allenatore. Il pubblico ministero, Marco Mansi, in fase di indagini ha chiesto e ottenuto dalla giudice per le indagini preliminari, Marta Baldasseroni, un incidente probatorio, che doveva essere il racconto delle vittime. Le bambine sono state ascoltate in forma protetta, in presenza di una psicologa, per raccogliere le loro testimonianze.

Testimonianza che sono state decisive nell’ambito delle indagini e che non dovranno essere ripetute in fase dibattimentale. Le sei minorenni, in altre parole, non saranno chiamate a testimoniare durante il processo. Non dovranno più vedere quell’uomo. L’incidente probatorio è stato anticipato da una perizia disposta dal tribunale per verificare se le sei bimbe potessero sostenerlo e se le loro dichiarazioni potesse essere ritenute affidabili. Le ragazzine, di fronte al giudice, hanno raccontato tutte la stessa lucida e dettagliata versione. Ognuna, però, con la propria sfumatura di angoscia. Secondo la psicologa, le testimonianze delle ragazzine avevano il requisito della «coerenza interna», ossia, secondo la sua relazione, non erano il frutto di uno scambio di parole tra le bambine o di reciproche suggestioni che le avrebbero portate - anche se involontariamente - a distorcere in qualche modo la realtà. Quanto raccontato, secondo la psicologa, era ed è più che attendibile. Il giudice dell’udienza preliminare Dario Berrino, nei giorni scorsi, ha rinviato a giudizio l’uomo che dovrà appunto rispondere di violenza sessuale e violazione di domicilio. --

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