Accusa la  sua ex di molestie

Lei chiedeva i soldi mensili per i due figli minorenni. Lui la trascina in tribunale

MASSA. Un matrimonio finito. E finito male. Due figli, entrambi minorenni, uno con problemi di salute che richiedono cure (e farmaci) specifici. Quello che resta sono gli assegni mensili, in questo caso (finito davanti al giudice Antonella Basilone) di 350 euro per i due figli. E quello che, secondo la versione della donna accusata di molestie dall’ex marito, innesca la miccia, facendo detonare una tensione già latente, è il ritardo di quella mensilità stabilita dal tribunale – in sede di separazione – per i due figli.
Tutto finisce in un’altra aula di tribunale dove, ieri, c’è stato l’incidente probatorio. È stata ascoltata la testimonianza dell’ex marito per valutare eventuali misure cautelari nei confronti della donna da lui denunciata.
I fatti a cui si fa riferimento risalgono al febbraio dello scorso anno.

Le date sono importanti: il 5 è, stando a quanto raccontato dalla donna al suo legale, l’avvocato Giuseppe Ricciotti, la data in cui devono arrivare i soldi per i bambini. Il 24 quel denaro non è ancora arrivato. «E non è la prima volta che i soldi arrivavano in ritardo – ha detto la donna al suo legale– per questo lo chiamavo spesso, è vero. Lo chiamavo perché quei soldi mi servivano».
La donna quel 24 febbraio si presenta nel locale di proprietà della nuova compagna dell’ormai ex marito. Volano parole grosse. Gli animi si accendono e intervengono le forze dell’ordine.
Momenti di tensione e una situazione, quella legata alla separazione, che ha reso tutto ancora più complicato fra i due ex coniugi.

La vicenda ha un epilogo in tribunale. E prima in una denuncia, per molestie, che viene sporta dall’ex marito nei confronti della madre dei suoi due figli. Il giudice ieri mattina ha voluto ascoltare, in sede di incidente probatorio, quello che è avvenuto non solo all’interno del locale dove è avvenuta l’ultima discussione fra la ex coppia, ma anche quella che l’uomo ha stigmatizzato come una vera e propria persecuzione.
L’incidente probatorio sarà utile a valutare anche la necessità o meno di misure cautelari (in primis il divieto di avvicinamento) della donna nei confronti dell’ex marito.
Il giudice si è riservato e si esprimerà nei prossimi giorni. Intanto fuori dall’aula delle udienze preliminari resta l’amarezza della madre che deve affrontare le conseguenze di una accusa di molestie. La donna ha ripetuto, al suo avvocato, di aver agito solo per avere i soldi per i due figli. Ha ammesso l’insistenza – questo lo ha confermato anche il suo legale – ma un’insistenza che sarebbe stata legata a motivi contingenti e urgenti. Ai soldi necessari per comprare i farmaci a uno dei figli alle prese con gravi problemi di salute.