Bagni ancora senza linee guida per aprire: «Usiamo quelle del 2020, funzionano»

I balneari di Carrara non sanno ancora come e quando potranno ripartire: «Speriamo di poterlo fare entro la fine di maggio»

MASSA. La loro speranza è di aprire gli stabilimenti balneari entro maggio, anche se ancora non hanno la minima idea di come lo potranno fare. Con quanti ombrelloni? A quale distanza? E con quante persone sotto? L’ipotesi che circola nell’ambiente è che venga confermato il protocollo di sicurezza redatto lo scorso anno dall’Inail e dell’Istituto superiore di sanità, che prevedeva, tra le tante regole, la distanza di dieci metri quadrati tra un ombrellone all’altro, lo stop ai giochi di gruppo, la prenotazione anticipata, il divieto di utilizzo di una stessa cabina da parte di persone che non facciano parte dello stesso nucleo familiare (o che non utilizzino «medesima unità abitativa o recettiva»), la mascherina obbligatoria al ristorante. Ma sono solo ipotesi, voci mai confermate. I balneari incontreranno la Regione (in videoconferenza) per parlare dell’apertura della stagione solo il 26 aprile, per partire poi, in teoria, un mese dopo.

Se venissero confermate le linee guida dello scorso anno, come probabile che sia, gli ombrelloni potranno essere affittati anche da persone non conviventi, ma in quel caso dovrà essere rispettata la distanza di un metro tra una persona e l’altra. Inevitabilmente i gruppi di amici non potranno condividere un unico ombrellone. Anche sulle spiagge libere dovrà essere rispettata la distanza di un metro ed è probabile che tornino le spiagge a numero chiuso con prenotazione online, come disposto la scorsa estate dal Comune di Carrara.


«Credo e mi auguro che vengano confermate le linee guida dello scorso anno – commenta Luca Martini, presidente della Compagnia del mare e rappresentante apuano di AssoBalneari –, anche perché quelle sono state collaudate e funzionano. I clienti, devo dire, si sono sempre attenuti alle regole e noi abbiamo dimostrato di saper fare il nostro lavoro. Spero solo ci diano una data il prima possibile».

In tempi senza covid i balneari avrebbero già iniziato ad allestire gli stabilimenti. A Pasqua avrebbero aperto ai clienti del posto e ai primi turisti, avrebbero preso le prenotazioni vis-à-vis con tanto di giro di perlustrazione nei bagni semivuoti. Oggi i motori della spiaggia sono spenti come fosse inverno.

A differenza della scorsa primavera, quest’anno, i balneari potrebbero iniziare a montare tende e ombrelloni, ma in pochi lo hanno fatto, con il rischio di dover smontare tutto e riniziare daccapo alla luce di nuove disposizioni che nessuno ancora sa se e quando arriveranno.

Eppure c’è chi lo ha fatto. Claudio Santi, presidente della neonata associazione dei balneari di Carrara, e proprietario del Doride, ha già allestito tutto. D’altronde è un uomo pragmatico, di affari: viene dal mondo marmo e ha rilevato l’elegante stabilimento di Marina nel 2018. «Il mio bagno è già pronto: mancano solo le ultime file», dice al Tirreno. Lo ha allestito facendo riferimento alle linee guida delle scorso anno. «La situazione sta migliorando con i vaccini, non è possibile che il nuovo protocollo sia più restrittivo». E se fosse più elastico? «Lo lascio così, anche se riducessero le distanze fra gli ombrelloni».

Le prenotazioni intanto sono già a buon punto. «Io sono già tutto pieno – dice Santi – e anche altri miei colleghi stanno registrando il tutto esaurito. Ma noi lavoriamo con la gente del posto che vede nel mare la libertà».

«I clienti ci stanno chiamando, i contatti ci sono. Non ci resta che partire», dice Michele Pianini, vicepresidente dell’associazione balneari Marina di Carrara.

E anche a Massa prevale l’ottimismo. «I nostri clienti chiamano e ci dicono tutti la stessa cosa: se ci consentiranno di venire, ci saremo – spiega Martini –. E noi per questo non possiamo che essere ottimisti». —

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