Il ponte? «Ultimo schiaffo ad Avenza». La Pro loco lo scrive addirittura in versi

Nel mirino ancora una volta le pendenze ma anche tutta una serie di eventi e inziaitive cancellati negli anni dal paese

CARRARA. Avenza sul nuovo ponte di via Gino Menconi non molla. Anzi, sulla questione la Pro – loco di Sasha Biggi ha scritto persino una prosa.

«Si intitola” De Pontibus” e recita così “Ad Avenza abbiamo un nuovo ponte: una rampa d’accesso con pendenze degne delle antiche vie di lizza. Probabilmente qualche esperto della Regione ha pensato che noi avenzini, sempre ancorati agli usi e ai costumi del nostro territorio, avessimo ancora innate, certe qualità di lizzatori. Ma noi, per tradizione, siamo sempre stati operosi contadini con l’anima più rivolta al mare che alla montagna – scrive Biggi – Donne e uomini di fondovalle, insomma, che non amano le forti pendenze. Nonostante le proteste e le perplessità esternate nell’arco di quest’ultimo anno, cari avenzini, «questo ponte s’aveva da fare».


«Lo disse Don Rodrigo da Firenze, con il muto e ben disposto assenso di Don Abbondio da Carrara – copntinua il pemetto della Pro loco– Un’opera necessaria che ci scamperà dalle prossime alluvioni. E mentre grazie all’intervento della Soprintendenza i ponti storici della città di Carrara possono tirare un sospiro di sollievo e ritenersi salvi (per fortuna!), l’unico ponte del nostro comune (assieme a quello di Pontecimato e di Groppoli) citato nei documenti medievali del Codice Pelavicino, può esser fatto e disfatto a seconda dei capricci di qualche amministratore. Carrara è Carrara, noi solo periferia: durante le elezioni non ce lo dice mai nessuno, ma puntualmente, questa nenia, ce la propinano sempre subito dopo.

Ma cosa dovrebbe importarcene della storia a noi avenzini, che abbiamo smontato la nostra beneamata fortezza – prosegue lo scritto - facciamo, quindi, i conti sulle cose concrete e spezziamo qualche lancia della defunta festa medievale a pro di chi ha voluto quest’opera mirabile, quanto necessaria».

«Avenzini perché lamentarvi dell’accessibilità del nuovo ponte se tutti i marciapiedi del centro storico sono a malapena utilizzabili da normodotati, che procedono in fila longobarda e senza carrozzine al seguito? Perché cari amici disabili, genitori con bambini in carrozze e anziani con difficoltà motorie, che abitate nel borgo, vi lamentate adesso della difficoltà di raggiungere quella parte di Avenza dove ci sono servizi fondamentali come stazione, biblioteca, Asl, poste, banche, fermate della corriera, centri commerciali e ufficio anagrafe.

Non preoccupatevi dopo aver ridotto il servizio della biblioteca e chiuso l’ufficio anagrafe, toglieranno pure tutto il resto, così potrete dedicarvi a rievocare, a tempo pieno, l’Avenza che fu su qualche compiacente piattaforma social – continua la Pro loco– . Mi raccomando, però, senza lamentarvi troppo. Il nuovo ponte, inoltre, non sarebbe illuminato? Beh, scusate ma cosa serve l’illuminazione ad Avenza? Meglio lasciare tutto al buio, altrimenti si vedrebbero le montagne di sporco seppellite sotto al tappeto: l’ex mercato coperto che crolla, l’ex palazzo Cat che crolla, l’ex scuola Da Vinci che crollerà, la struttura dell’ex Gil che crolla, la casa bombardata che crolla, la torre d’angolo medievale che crolla, l’acqua dei pozzi contaminata, il traffico pesante, le scorie della zona industriale, il lascito Finelli, il lascito Crudeli». «Avenzini, insomma, non lamentatevi troppo. Smettetela di dipingervi la faccia di nero e di cantare qualche ritornello blues solo per un ponte – conclude la Pro– loco - adesso arriva Zara e qualche altra multinazionale a rifarvi il look e Carrara rinascerà sulle vostre ceneri». —

Alessandra Poggi

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