Vaccinato il 90 per cento del personale scolastico: «Ma non basta, le maestre hanno paura»

Il dirigente dell’Asl: «Rischio contagio basso in classe». La sindacalista: «Il personale dei nidi è ancora preoccupato»

MASSA. I dati, dice, confermano che «le scuole sono sicure». O meglio, che «i contagi avvengono altrove». In famiglia, soprattutto. «Ma anche nel luogo di lavoro». Per questo, secondo Alberto Tomasi, ex direttore dell’area dipartimentale igiene e sanità dell’Asl nord ovest, andato in pensione e poi tornato in prima linea con lo scoppio dell’epidemia, «possiamo essere a favore della riapertura delle scuole».

Oggi torneranno in classe i bimbi fino alla prima media; per gli altri continuerà la didattica a distanza fino alla fine della zona rossa. La campagna vaccinale tra il personale scolastico è a buon punto. In provincia hanno ricevuto la prima dose 2.458 addetti. Questo numero comprende tutti i lavoratori, residenti sul territorio, che hanno a che fare con il mondo della scuola o dell’università, quindi docenti, bidelli, assistenti amministrativi, presidi, ma anche ricercatori, dottorandi, cuochi, addetti alla mensa o alle pulizie, borsisti e via dicendo. Ed è quasi il 90 per cento del totale del personale scolastico attivo in provincia. «Nel mondo sanitario l’adesione al vaccino è stata più alta – spiega Tomasi –, in quello della scuola è inferiore. C’è ancora resistenza da parte di alcuni per il vaccino di AstraZeneca, ma devono considerare che vaccinarsi è sempre meglio che non vaccinarsi».


Tomasi si sta occupando, per conto dell’Asl, del progetto di monitoraggio nelle scuole superiori, che prevede la realizzazione di test rapidi di ultima generazione ai ragazzi. Un progetto adesso fermo, con la didattica a distanza, ma che ha già consentito di confermare che «la circolazione del virus a scuola è molto bassa – spiega Tomasi –. Se all’esterno la percentuale dei positivi sui tamponi eseguiti è del cinque per cento, nelle scuole è dell’uno. Questo perché la scuola è già di per sé un luogo dove vengono insegnate le regole, quindi era preparato».

Nonostante le precauzioni e nonostante i vaccini, rimane la preoccupazione per il ritorno a scuola tra le maestre dei nidi e delle materne, quelle a contatto con bimbi senza protezioni se non la propria mascherina. «Quelle chirurgiche non le utilizza più nessuno a scuola. Usano tutti le ffp2 pagandole di tasca propria, perché la paura è tanta, soprattutto fra i più anziani», spiega Isa Zanzanaini, maestra e segretaria della Flc Cgil di Massa Carrara. Il sindacato da tempo sostiene che il protocollo di sicurezza debba essere rivisto. «Siamo da sempre per la riapertura delle scuole ma con una revisione del protocollo che non è adeguato – dice –. Ci vuole maggiore tempestività nel tracciamento e nelle analisi. Inutile ricordare poi che in alcune classi non c’è il distanziamento adeguato. Inoltre, rimane il problema dei problemi e cioè il trasporto. Spazi e trasporti vanno ragionati meglio, perché non si può andare avanti tra chiusure e aperture. Ne va della didattica dei ragazzi». —

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