Maxi centro a CarraraFiere: ecco i 1.650 in fila per il vaccino a Pasquetta

Da domani sarà disponibile anche Pfizer. Il dottor Bianchi: se arrivassero le dosi potremmo finire il lavoro in due mesi

CARRARA. La Pasquetta al super-centrp di Carrarafiere parla di un lavoro eccezionale del personale sanitario che anziché godere del turno di riposo come sarebbe stato se non ci fosse stata l’emergenza, compie gli straordinari per le operazioni di vaccinazione e di panini mangiati al volo da chi arriva anche da lontano, fuori provincia per vedersi somministrata la dose di vaccino.

Solo Astrazeneca per Pasquetta, anche Moderna agli ultrafragili invece nel giorni di Pasqua: fascia di età comprende i nati dal 1945 al’51. Da domani dovrebbe arrivare Pfizer che sarà somministrato agli ultrafragili non trasportabili con le équipe domiciliari mentre all’hub di Carrarafiere si proseguirà con Astrazeneca. I numeri sono importanti come avevamo detto: nella giornata di ieri ci sono state 1. 650 prenotazioni mentre nella giornata di Pasqua ci sono state 1. 400 somministrazioni ai prenotati, più ai riservisti. Di turno, tra gli altri, tra i 24 medici, 12 infermieri, nove oss e tre coordinatori, c’è il dottor Mario D’Amico: «Sono uno dei medici vaccinatori –si presenta mostrando il percorso che deve fare chi è arrivato per vaccinarsi – arrivano e non devono fare file, perché riusciamo sempre a smaltire la fila davanti ai 12 box ambulatoriali prima che i cinque posti a sedere si riempiano.


Sempre piccole code ordinate-conferma-e davanti al box c’è il medico che legge la modulistica, spiega i possibili effetti collaterali, fa l’amniosi e se riceve l’ok colui che ha accettato di essere immunizzato entra nel box ambulatoriale e viene vaccinato dall’infermiere, dopodiché passa all’area post vaccino dove sosta, seduto per 15 minuti se non ha dichiarato di avere allergie, altrimenti sosta per 30 minuti».

Anche il collega, il dottor Pietro Bianchi racconta la sua esperienza: «La gente a volte arriva spaventata dalle notizie che leggono sulla stampa o sui social e noi dobbiamo rassicurare e recuperare un rapporto di empatia. Comunque questa è una struttura che potenzialmente, grazie alle 14 postazioni presenti, se i vaccini arrivassero senza interruzione, potrebbe vaccinare tutta la popolazione del territorio in un paio di mesi».

Tra loro, i vaccinati nel giorno di Pasquetta, c’è Marco Pompili, che spaventato non è di sicuro: 72 anni e vivacità da vendere.

Racconta che è un artigiano del lapideo e che per lui, un anno senza poter viaggiare, è stato come sottrargli cinque anni di vita: «Sono cinque anni che sono in pensione e ho viaggiato insieme alla mia compagna per tutto il mondo. Io e la mia compagna andavamo a ballare in Versilia 3 volte a settimana. Non sopporto divano e tv. Ora per consolarci guardiamo documentari sul mare». È un fiume in piena Mario Pompili. Gli consigliamo di risposarsi che si è appena vaccinato: «Sono un ex podista, la pressione è perfetta, il battito è a 52 e io e la mia compagna abbiamo voglia di vivere e di tornare a viaggiare». –

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