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Covid, dieci posti letto in più nelle cure intermedie: tutti occupati in una sola giornata

L’accesso al reparto di cure intermedie al vecchio ospedale massese

Il dottor Claudio Rasetto: sono per pazienti meno gravi e danno risposte agli ospedali. Anche di Pisa e di Livorno

MASSA. L’azienda sanitaria li attiva il giorno di Pasquetta: dieci posti letto in più, al secondo piano del vecchio ospedale massese. Nei due piani superiori di letti per pazienti positivi ce ne sono già 47, ma non bastano perché anche gli ospedali di Lucca e di Pisa chiedono una mano.

Sì perché quei posti sono di cure intermedie, destinati a pazienti che non hanno – o non hanno più – un quadro clinico tale da richiedere il ricovero, ma neppure stanno così bene da poter tornare alla vita autosufficiente, a casa. Posti preziosissimi, quelli di cure intermedie, perché “alleggeriscono” le strutture ospedaliere, altrimenti chiamate a ricoverare quei malati “non gravi”, saturando le loro disponibilità.


Lunedì l’azienda sanitaria ne attiva altri dieci di quei posti letto, all’ospedale Santi Giacomo e Cristoforo, e nel pomeriggio di ieri, in meno di 24 ore, nove sono già occupati, entro sera – prevedono i medici – non ci sarà più un letto vuoto. È la conferma che, nonostante il calo nei contagi registrato ieri (leggi articolo sotto), il virus colpisce eccome e i letti – non solo quelli ospedalieri – sono una necessità.

«I dieci posti attivati lunedì – dettaglia il dottor Claudio Rasetto che del reparto è responsabile – sono di intermedie di secondo livello». Tradotto: per pazienti Covid meno gravi rispetto a quelli accolti nei 47 posti disponibili nei due piani superiori del vecchio ospedale.

In quei dieci letti al secondo piano sono ospitati pazienti in condizioni stabili, alcuni posti sono occupati da malati prima ai piani superiori e le cui condizioni sono in via di netto miglioramento, seppur non tali da far decidere per la dimissione. Trasferire al secondo piano significa liberare letti di intermedie di primo livello destinati ai pazienti appena dimessi dall’ospedale e a malati arrivati al pronto soccorso con una sintomatologia Covid importante seppur non tale da far scattare il ricovero.

Posti liberi alle intensive di primo livello e nuovi pazienti che entrano, in un flusso continuo. Non è semplice scattare una fotografia dello stato di fatto perché al vecchio ospedale massese il “ricambio” è continuo e continue sono le richieste degli ospedali. Ci sono state delle dimissioni ieri – dettaglia lo stesso Rasetto – e l’attivazione dei dieci posti di intensive di secondo livello ci consente di accogliere nuovi pazienti anche da altri ospedali aziendali. Ci chiedono disponibilità – spiega il responsabile – non soltanto dal Noa da cui proviene la maggior parte dei pazienti ospitati alle intermedie, ma anche da Lucca e da Pisa.

La logica, infatti, è aziendale: gli ospedali fanno rete e le cure intermedie si mettono a disposizione per accogliere i pazienti in dimissione e garantire agli ospedali posti letto disponibili evitando una loro totale riconversione Covid. Il dato certo è che a Massa Carrara accanto ai 58 pazienti ricoverati al Noa ce ne sono altrettanti al vecchio ospedale di Massa dove in sole 24 ore sono stati “saturati” i dieci nuovi posti attivati solo lunedì mattina. E considerato che l’ingresso alle intermedie non è solo in post dimissione, ma anche a seguito di un accesso al pronto soccorso, la rapidità con cui quei letti vengono occupati è anche conferma del contagio ancora diffuso sul territorio.

Pazienti in gran parte anziani, alcuni con periodo di recupero molto lunghi. Per molti di loro il Covid significa inabilità, perdita dell’autosufficienza e le intermedie sono la risposta più idonea e quelle che consente di non oberare gli ospedali. —

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