Cocomà: con il fattore umano sfidiamo i colossi dell’on-line

Due sorelle, tre negozi in città (uno con la socia Lea) e una grande crociata:  i vestiti li portiamo a casa, con le clienti parliamo al telefono e diamo loro consigli

Alessandra Vivoli

CARRARA. Vestono le donne di Carrara, e da qualche anno anche buona parte di quelle di Marina, da 41 anni. E non hanno avuto paura, un anno fa, a aprire un nuovo negozio. Per il settore dell’abbigliamento il momento è difficile e, con la nuova chiusura imposta dalla zona rossa, e già un 2020 pesante sulle spalle, le sorelle Elena e Simonetta Costi, (storiche titolari di Cocomà, in piazza Battisiti a Carrara, Cocomà Beach, in via Rinchiosa, e, insieme alla socia Lea Diamanti di Cicci e Coco sempre a Marina di Carrara) conservano un cauto ottimismo. Quello legato ai valori, alle persone, alla fiducia. Al fattore umano che ha sopperito laddove la tecnologia, e i mezzi, non sono quelle delle grandi catene e dei colossi dell’on-line. «Non facciamo l’e-commerce – spiega Elena– i clienti ci chiamano, gli abiti, i buoni regalo glieli portiamo noi a casa».


Elena cominciamo col fare il punto della situazione. Che momento è questo per il settore dell’abbigliamento?

Veniamo da un anno difficile, quello del diffondersi della pandemia, del lockdown e delle chiusure. Veniamo soprattuttp da un anno che siamo riuscite a superare, per quel che riguarda i nostri negozi, grazie alle nostre clienti che si sono fidate di noi ci hanno sostenuto e aspettato. Un grande contributo è arrivato anche dai fornitori: hanno capito la difficoltà di un momento critico che hanno condiviso insieme a noi. Certo questa nuova chiusura ci trova tutti un po’più stanchi, siamo provati da quanto abbiamo appena passato. Insomma la situazione è ancora molto delicata.

Come avete affrontato e state ancora affrontando i mesi difficili delle chiusure legate alla pandemia?

È molto semplice. Abbiamo guardato negli occhi le nostre clienti. Abbiamo pubblicato sui social abiti, accessori, e siamo andati a casa, a chiamata. Al posto dei corrieri ci siamo mosse noi: andando dalle clienti. Suoniamo e lasciamo le nostre borse con gli abiti, le scarpe. Insomma cerchiamo di sopperire a chi ha molti più mezzi e tecnologia di noi. Sfruttiamo il fatto di essere il negozio di vicinato: anche con le mascherine, quando è possibile, ci si continua a guardare negli occhi, ci si parla e ci si confronta. Ci si consulta per i regali.

Come è cambiato il modo di vestire in tutto questo tempo?

Cominciamo col dire che da un anno a questa parte si sta molto più in casa e le occasioni come cerimonie, cene, aperitivi sono crollate. Nonostante questo le nostre clienti non hanno rinunciato a gratificarsi con alcuni capi di abbigliamento, facendo piccoli investimenti che sfidano la moda: visto che sono state bloccate vacanze, viaggi e cene di famiglia c’è chi ha deciso di farsi un regalo e investire in un capo che non passa di moda come un cappotto, un bel blazer primaverile.

Quanto è stato importante lo staff in questi lunghi mesi?

Il nostro staff, le ragazze di Cocomà come le chiamo io Barbara e Sara la nostra socia di Cicci cocò, Lea Diamanti, Sabrina e Sara. Come le nostre clienti le nostre ragazze sono state il valore aggiunto, il fattore umano.



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