Casa Ascoli, a giorni il commissario. Dei: «Commissione d’inchiesta sul caso»

La struttura di Casa Ascoli

Il sindaco sta valutando cinque profili di tecnici e manager. La consigliera: «Serve un’operazione trasparenza totale»

MASSA. Con i conti sul 2020 ancora da fare, e un cda falcidiato dalle dimissioni di due terzi dei suoi membri, il destino di casa Ascoli è complicato, ma sta prendendo forma tra i cinque curriculum vitae che sono arrivati da qualche giorno sulla scrivania del sindaco Francesco Persiani. Uno di loro, con ogni verosimiglianza, sarà il commissario, dopo i colloqui singoli che il primo cittadino ha messo in piedi in questi giorni. Persiani infatti non si baserà soltanto sulle esperienze lavorative, ma vorrà avere una conoscenza personale della donna o dell’uomo che dovranno ricoprire la delicata posizione.

Entro la metà di questa settimana, secondo il programma che il sindaco si è auto imposto, casa Ascoli avrà un nuovo commissario. L’ultimo giorno considerato utile da Persiani è giovedì, vale a dire dopodomani. Oltre, se possibile, non vorrebbe andare.


I curriculum che sono arrivati hanno tutti un’impronta tecnica gestionale e manageriale. Alcune sono persone della zona, altri, la maggior parte, vengono da fuori provincia.

Il tipo di profilo che l’amministrazione cerca, è qualcuno che insomma possa dare seguito, con coerenza e competenza, alle indicazioni più di una volta presentate dai collegi dei revisori. E cioè, un’inversione della rotta riguardo alla gestione dei conti, sempre più gravati da debiti che si stanno rivelando difficili da gestire. E appannati anche da una situazione complessiva del numero di ospiti presenti, tra Ascoli e rsa Pelù, che da diverso tempo è costantemente sotto i posti letto disponibili. Una situazione accelerata in maniera drammatica dalla pandemia.

«La vicenda di Casa Ascoli merita una commissione di indagine che renda chiaro alla città cosa sia realmente accaduto, per questo mi sono immediatamente attivata presentando un atto di indirizzo per la costituzione di una commissione di indagine consiliare». È la voce dissenziente, seppur in maggioranza, della consigliera Roberta Dei a chiedere un’indagine sul passato e sugli eventuali errori commessi nel gestire casa Ascoli.

«L'ho fatto perché a breve, purtroppo, le ennesime modifiche al regolamento di consiglio comunale, attualmente in discussione, impediranno l'esercizio dell'attività di controllo del singolo consigliere comunale. Le gravissime affermazioni del presidente della commissione bilancio che ha parlato di "piccola Parmalat" non possono che implicare un'operazione trasparenza a 360 gradi», continua Roberta Dei.

Che all’amministrazione rimprovera mancanza di polso, e tempismo, nel gestire la questione.«Stupisce che l'assessore Pierlio Baratta, che aveva subito chiaro quanto scritto dai revisori contabili, non abbia suggerito al sindaco Persiani di evitare la nomina di un Cda procedendo sin dall'inizio al commissariamento della struttura, in questo modo Persiani si ritrova con la responsabilità di avere perso tempo nel risanamento dei conti. Mi domando come mai tutto ciò che ruota intorno al sociale del comune di Massa sia un buco nero che porta a commissariamenti o per inchieste giudiziarie o per la improvvisa dimissione di un paio di amministratori. Incomprensibile poi la nomina a direttore fatta dal Cda, nominato da Persiani, dell'ex dirigente Massimo Tognocchi la scorsa estate che gratuitamente si è buttato dentro "una piccola Parmalat"». —

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