«No al pupulismo, vaccinare gli avvocati»

Il presidente della Camera Civile di Massa-Carrara, Ferdinando Genovesi: vogliamo garantire la funzionalità del settore

Massa-Carrara. Anche gli avvocati hanno diritto al vaccino. Lo sottolinea con forza l’avvocato Ferdinando Genovesi, presidente della Camera Civile di Massa-Carrara, in una sua analisi del problema. E ricorda, fra l’altro: «Non vaccinare il comparto giustizia con celerità comporterà prima o poi una paralisi in quanto è sufficiente un caso di positività per fermare un processo penale in udienza o per fermare un ufficio o per bloccare il lavoro di un Giudice. Specialmente negli Uffici Giudiziari di non grandi dimensioni un solo cancelliere positivo o un solo giudice in quarantena può bloccare l’ordinato scorrere di centinaia di fascicoli e di procedimenti».

La premessa


L’avvocato Genovesi rammenta che «la Regione Toscana, insieme ad altre Regioni (poche), aveva inserito tra le categorie da vaccinare anche il comparto giustizia includendo in esso avvocati cancellieri e magistrati operanti nella Regione. Come spesso avviene la sanità Toscana aveva mostrato attenzione e lungimiranza. La vaccinazione si è avviata con la possibilità di accesso al vaccino AstraZeneca limitata agli under 55 anni e poi si è allargata includendo anche i più anziani. Come noto vi è stata la sospensione prudenziale delle vaccinazioni con AstraZeneca e successivamente la Regione Toscana ha ritirato la possibilità di Vaccinazione al Comparto Giustizia».

Ricorda che «Nel frattempo si era scatenata una dura “caccia alle streghe” nei confronti degli avvocati in quanto gli stessi si sarebbero vaccinati a discapito di altre categorie portando via il vaccino agli anziani e ai fragili». E cita alcuni dei titoli apparsi sulla stampa nazionale in quei giorni.

«Accuse fuorvianti»

AIl punto, secondo l’avvocato Genovesi, è che le ricostruzioni erano fuorvianti. E spiega perché: «Le vaccinazioni per il comparto giustizia avvenivano come detto con il vaccino AstraZeneca, mentre per gli anziani e i fragili si iniettano da sempre e solo i vaccini Pfizer/BioNTech e Moderna. Quindi nessuna sottrazione di vaccini agli anziani e ai fragili da parte del Comparto Giustizia. È il momento di mettere la parola fine ai giochi di parole».

E aggiunge: «Premesso che il problema delle vaccinazioni sembra essere solo un problema di quantità dei vaccini e di organizzazione delle iniezioni, di certo non possono esistere casi di ultraottantenni e di fragili ancora in attesa di vaccinarsi, di persone non in grado di muoversi che non siano raggiunte a domicilio e di alcuni (vedi casi recenti) che per poter accedere al vaccino (in quanto fragili) si siano dovuti recare a centinaia di chilometri dalla loro residenza. Pareva, però, sinceramente, un grande atto di civiltà e di rispetto avere inserito i componenti del comparto giustizia tra coloro che potevano accedere al vaccino, non si è capita la demonizzazione di chi poteva accedere senza “rubare” nulla e senza “saltare” nessuna fila».

Le motivazioni

«Gli avvocati – sottolinea Genovesi – si muovono per svolgere le loro difese in tutta Italia e usano diffusamente i sistemi telematici per tutti gli incombenti possibili (in civile, in penale, in amministrativo, in tributario etc.), ma non possono non svolgere attività anche in presenza (nel penale soprattutto e nei riti urgenti di tutti i tipi). Tutti i giorni i Tribunali sono frequentati da persone comuni e professionisti che entrano per svolgere le più svariate incombenze spesso ineludibili e a pena di decadenza (anche per la tutela di fragili soggetti a misure di sostegno giudiziario); i Giudici sono a continuo contatto con utenti (avvocati e cittadini) che giungono da ogni dove e che altrettanto avviene per tutto il personale degli Uffici Giudiziari». Non solo: «Le aule e gli Uffici non sempre sono ariosi e idonei: anzi! Gli avvocati vorrebbero, come tanti altri, che il loro luogo di lavoro diventi un luogo sicuro (o quantomeno con il massimo di sicurezza possibile) così da garantire la funzionalità e non un rischio giornaliero di fermo (come già accaduto nel 2020 per svariati mesi) con ripercussioni che oggi sarebbero insostenibili per tutti i cittadini (nessuno escluso). Ovviamente sarebbe giusto vaccinare tutti, ma non si può dire che la vaccinazione al comporto giustizia sia un atto di malgoverno e di prevaricazione su altre categorie».

E conclude: «Non servono, come ormai questo Paese pare amare, continue rincorse populiste atte solo a confondere e a creare scandalo, occorrono risposte logiche e sistematiche. Auspico che tutti diano il meglio per cercare soluzioni ottimali e non che si continui a screditare, senza costrutto e senza aiutarli, coloro che cercano soluzioni».

M.B.

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