Violenza carnale in spiaggia, assolto 22enne

L’episodio in uno stabilimento balneare la notte dei fuochi d’artificio di due anni fa. Il pm aveva chiesto quattro anni 

Alessandra Vivoli

carrara. Un’accusa pesante: violenza carnale aggravata (dallo stato di ebbrezza della vittima) e lesioni.


Un episodio del 14 agosto del 2019 finito al centro del processo che si è concluso (stiamo parlando del primo grado di giudizio) nei giorni scorsi davanti al collegio del tribunale di Massa presieduto dal giudice Ermanno De Mattia.

Due sole udienze: andate avanti dalle 11 del mattino alle 19 di sera in cui sono stati ascoltati diciotto testimoni. Il tutto per arrivare alla sentenza di primo grado in tempi strettissimi.

La vicenda è quella della sera, da tradizione, più importante dell’estate di Marina di Carrara. La sera dello spettacolo pirotecnico, delle pizze in spiaggia e del pienone.

Proprio in quell’occasione si sarebbe verificato, nel 2019, l’episodio di violenza carnale ai danni di una 21enne, per cui è finito sotto accusa un ragazzo poco più di suo coetaneo.

Secondo la ricostruzione accusatoria (il pm delle due udienze era la dottoressa Rossella Soffio e la parte civile era rappresentata dall’avvocato Gianluca Ferrarini) la serata era cominciata con una cena in spiaggia fra amici, nel tratto di arenile di uno stabilimento balneare. Poi, a cena finita la giovane donna sarebbe stata violentata nel bagno dello stesso stabilimento da uno degli amici della compagnia che stava trascorrendo insieme la notte dei “fuochi”.

Una violenza cruenta, quella raccontata nel corso del delicatissimo processo, che avrebbe avuto come conseguenze anche delle lesioni causate durante il rapporto sessuale.

La giovane il giorno dopo aveva sporto denuncia per violenza carnale, aggravata dal fatto che, in quei momenti, si trovasse in stato di alterazione dovuto all’alcol e quindi non in grado di difendersi.

Davanti al presidente del tribunale collegiale, sono sfilati 18 testimoni: tanti sono gli amici che avevano trascorso insieme la stessa serata finita al centro del processo.

La difesa del 22enne (il giovane era tutelato dal legale Carlo Rampi) ha puntato molto sulla ricostruzione dettagliata della serata.

Quello che è emerso è che, nella prima parte, i due (il ragazzo e la ragazza che si sono ritrovati uno contro l’altra nell’aula del tribunale) stessero flirtando. In modo, secondo i testimoni, del tutto normale.

Poi, sempre stando a quanto emerso nel corso delle due udienze, la giovane avrebbe chiesto all’amico di accompagnarla in bagno e lui in un primo tempo si sarebbe rifiutato per poi invece affiancarla fino ai servizi dello stabilimento balneare dove sarebbe poi avvenuta la violenza carnale.

Il pm aveva chiesto a carico del 22enne quattro anni e un mese di reclusione.

L’avvocato Rampi aveva concluso invece la sua arringa difensiva chiedendo l’assoluzione.

Il giudice De Mattia ha assolto il 22enne dalle accuse, per contraddittorietà della prova (art.530 secondo comma cpp). —

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