Dal Bondano alla Partaccia: ecco la Marina di Massa dimenticata

Strade e marciapiedi dissestati, parco Ugo Pisa in degrado, fognature assenti. La Pro Loco: via il mercatino semi vuoto. Zaccagna: da anni aspettiamo interventi

massa. Mentre alcune zone della città riprendono lustro, altre restano indietro, all’apparenza dimenticate. Come quell’area vasta che comprende Bondano, Casone, Ricortola e la Partaccia. Qui da anni residenti, commercianti e associazioni lamentano disinteresse nell’invertire questa decadenza che trova riscontro nel degrado del mercatino, nell’incuria nel parco dell’ex Ugo Pisa, nella scarsa manutenzione di strade e marciapiedi, o nei tanti alberi spelacchiati. Criticità che restituiscono uno spaccato certamente non appetibile per l'apertura di attività, per il mercato immobiliare, o per i turisti.

«C’è da chiedersi: come turista sceglieresti la Partaccia?» si domanda Francesco Baldini, segretario dell’omonima Pro Loco, nata nel 2019 per rimboccarsi le maniche e ridare così un qualche impulso all’area. «In inverno si sa, non c’è niente da noi, solo buio e degrado. Sembra una zona abbandonata». Riferendosi specialmente al tanto discusso mercatino: «Salvo poche attività è sempre tutto chiuso, anche in estate, perché ormai quei box in larga parte sono diventati magazzini per chi fa i mercati, e non restituiscono niente di positivo alla zona». Per questo, aggiunge, «bisogna superare questa situazione, orientandosi verso le esigenze di turisti e residenti: via i box con sopra l’eternit, al loro posto una piazza verde, con panchine e tavoli, e magari stalli per il mercato settimanale. In questo modo rendi più vivibile e attrattiva la zona, in termini di spazi pubblici». In sostanza, agli eventi ci pensano loro, ma ciò che serve è un intervento che i semplici cittadini non possono fare.


Buoni propositi si possono trovare anche in un’altra associazione, quella del Comitato degli alluvionati, nata dopo i drammatici eventi del 2012. «La lista delle priorità è ampia – spiega il presidente Ivo Zaccagna – noi da sempre siamo aperti al dialogo, anche solo per segnalare problemi e soluzioni. Ciò che manca però è la comunicazione. Si è visto ad esempio con la chiusura del viale delle Pinete; bastava mettere dei cartelli qualche giorno prima. Oppure le condizioni dell’Ugo Pisa, dove vanno tante persone a fare sport, e nonostante questo niente viene fatto per ripristinare i percorsi, le attrezzature, o i servizi. Anche qui, basterebbe dare in gestione il parco». La lista dei problemi poi viene ulteriormente estesa: «Davanti alle ex colonie ad ogni mareggiata bisogna rimuovere i sassi, quando basterebbero degli autobloccanti. Mancano le fogne bianche, e quindi ci sono continui allagamenti; mancano pensiline alle fermate dei bus; strade e marciapiedi sono dissestati. Problemi che non è difficile risolvere – conclude – ma durano da anni. La nostra zona nella sua umiltà ha tutto, ma ha bisogno di essere valorizzata, o almeno considerata». —

Ivan Zambelli

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