De Pasquale raccoglie l’appello di Marzia: «Scriverò a Giani e al ministro»

La donna soffre di una patologia rara e lotta con delle leggi che le complicano la vita. Ha chiesto al sindaco di aiutarla ad avere un incontro

CARRARA. Finalmente qualcuno risponde a Marzia Bertocchi. La 46enne carrarina ammalata di pseudo-ostruzione intestinale, da mesi chiede ascolto alla politica per cambiare le norme che rendono difficile l’accesso alle cure e alle terapie. Tramite Il Tirreno, Marzia ha chiesto al sindaco della sua città, Francesco De Pasquale, di farle da megafono con il presidente della Regione Eugenio Giani e il ministro della Salute Roberto Speranza. «Farò quello che è possibile e giusto fare», dice De Pasquale.

I piani sono due: l’accoglimento della patologia nelle tabelle d’invalidità, dalle quali è esclusa, per avere un parametro oggettivo di valutazione in termini di deficit funzionali e di capacità lavorative, a oggi affidate alla sensibilità dei commissari che devono valutare caso per caso; e, sul piano regionale, la modifica della legge 493 del 2001, che obbliga chi soffre di Cipo (la sigla della malattia) ad aggiornare ogni sei mesi il piano terapeutico, considerando che la patologia non conosce regressioni.


È su questo secondo punto che Marzia chiede l’aiuto del sindaco. Il suo recente appello a Giani e all’assessore alla Sanità, Simone Bezzini, è rimasto inascoltato. «È l’occasione per scrivere una lettera sia al presidente Giani che al ministro Speranza. In questa fase l’impegno è chiaramente complicato delle istituzioni: ci sono i grossi numeri della pandemia da fronteggiare, ma questo non deve essere un motivo per sacrificare situazioni complicate che richiedono interventi».

De Pasquale prende anche un altro impegno. «Faccio parte della conferenza aziendale dei sindaci e potrebbe anche essere quella, quando ci riuniremo, l’occasione per sollevare il problema».

Il sindaco sviluppa l’argomentazione: «la legge del 2001 – spiega De Pasquale – nasce con uno spirito positivo: in caso di un peggioramento, in certe patologie, dà la possibilità di farlo presente per adeguare i piani terapeutici. Però se una legge non è scritta tenendo conto delle differenti situazioni, costringi tutti quanti periodicamente a fare un aggiornamento in malattia il cui decorso purtroppo spesso è solo peggiorativo. Purtroppo anche partendo con lo spirito giusto il risultato non sempre è quello sperato».

Il paradosso, nella situazione di Marzia Bertocchi, è che dopo alcuni confronti accesi con la farmacia territoriale, il piano terapeutico lei non lo ha più consegnato. «Non è colpa loro, si seguono le indicazioni. Ci sono delle regole, una burocrazia assurda. Provassero però a non darmi i farmaci. A quel punto denuncerò tutti», dice la donna.

E aggiunge uno sfogo: «io capisco benissimo l’emergenza del Covid e l’impegno che richiede. Ma ci sono anche delle altre emergenze: sotterranee, meno visibili e però altrettanto dolorose per chi le subisce e per le famiglie. Non possiamo essere abbandonati».

Con Gipsi, l’associazione di cui fa parte e che si occupa della sua patologia, Marzia ha lanciato una raccolta dondi per aiutare una giovane ragazza, Silvia Casanova, che è stata colpita duramente dalla malattia e ha bisogno di aiuto economico. L’Iban per donare è il seguente: IT59C0511602400000000004910. Anche i piccoli aiuti fanno la differenza. —