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Virus, è boom di contagi a Massa. Il sindaco: così rischiamo la zona rossa

L’Asl rassicura: niente allarmismi, il sistema sanitario regge e le cure intermedie stanno funzionando bene

MASSA. In quel di Massa il contagio galoppa: casi in crescita, scuole chiuse (come scriviamo nelle pagine successive), casi di variante inglese. Dati preoccupanti, così preoccupanti che – parola del sindaco Francesco Persiani – non c’è da dormire sonni tranquilli perché la zona rossa non è un’ipotesi remota. Vero che ad ora segnali in quella direzione – anche dalla Regione – non ci sono, altrettanto vero che i numeri parlano chiaro ed evidenziano un aumento importate dei casi. E se è vero che l’incremento si riscontra anche in regione e nel territorio di competenza dell’Asl, è altrettanto vero che in terra apuana, sul totale delle nuove positività accertate, a fare la parte del leone negli ultimi 15-20 giorni è Massa. È stato così anche ieri con 38 casi sugli 80 totali.

I dati


A consentire di scattare una fotografia sono i numeri. E quei numeri parlano di un caso Massa: da giovedì 18 febbraio – abbiamo individuato una data di riferimento – a ieri nella provincia apuana sono state accertate 439 nuove positività. Di queste, 196 nel comune di Massa. Nello stesso periodo sono stati 113, invece, i casi su Carrara. Un aumento, quello nel comune di Massa, che si registra da febbraio, dalla metà del mese in particolare fino ai 35 nuovi casi di giovedì con un ulteriore aumento nella giornata di ieri. Dal 18 febbraio, data di riferimento, ci sono stati giorni in cui i numeri sono risultati più contenuti (11 martedì scorso per esempio), ma Massa “svetta” quasi sempre rispetto a Carrara, l’altro comune della provincia raffrontabile per numero di abitanti.

Il sindaco preoccupato

Se nei giorni scorsi è scattata la zona rossa a Siena, Pistoia e Cecina, con la speranza di contenere la diffusione delle varianti, il sindaco di Massa non se la sente di tranquillizzare: «Non voglio fare allarmismo, ma non posso negare che se i contagi dovessero aumentare ancora, rischieremo la zona rossa: ci sono scuole con sospetti casi di varianti, tutti gli istituti scolastici sono attenzionati, il timore è che la situazione peggiori con la diffusione delle varianti. È fondamentale – all’analisi segue l’appello – che i cittadini stiano attenti, soprattutto a livello familiare». Perché è in famiglia che spesso le “difese” si abbassano e il contagio cresce.

L’asl rasserena

È vero, c’è poco da star allegri perché il contagio galoppa e i ricoveri al Noa, seppur non registrino impennate, stanno aumentando. Due settimane fa sono scesi sotto quota 50, in alcuni giorni i pazienti positivi in ospedale erano 48, adesso invece i numeri sono più alti: ieri i ricoverati erano 55 (di cui 4 in intensiva). Quadro preoccupante, certo, ma che la sanità apuana riesce a reggere. Non dimentichiamo che il Noa ha fatto fronte a oltre 170 ricoveri saturando i posti in intensiva. Insomma, se il contagio c’è, non c’è però una sanità al collasso. Il sistema tiene e tiene bene in questa fase, nonostante la stanchezza degli operatori che da un anno fanno fronte all’emergenza.

La dottoressa Monica Gugliemi, responsabile della sanità territoriale nell’area di costa, i numeri elevati dei contagi a Massa li consce bene, ma assicura che ad ora non c’è da allarmarsi: «In caso di allarme – spiega infatti – come azienda siamo pronti ad attivarci immediatamente. Senza dubbio – aggiunge – la situazione non è quella di due settimane fa, soprattutto a Massa visto che a Carrara i numeri sono più contenuti, ma in questo momento il quadro non è certo da zona rossa».

Non lo è per il sistema ospedaliero, ma neppure per le cure intermedie: «Il reparto lavora bene, i posti attualmente ci sono». Attenzione massima, quindi, nella speranza che, grazie anche a comportamenti corretti, il contagio freni. —

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