Lite e botte fra ragazzine. Far West alla Caravella

In pieno giorno la pineta di Marina di Carrara diventa una sorta di Colosseo. Il sindaco: mi preoccupa la violenza ma anche l’atteggiamento degli spettatori 

Marina di Carrara. Si affrontano prima a parole. Sono a poca distanza l’una dall’altra. Si insultano: «Faccia di m...» . Poi cominciano a spintonarsi. E poi a picchiarsi.

Si rotolano a terra, in mezzo agli amici che incitano, in una sorta di Colosseo moderno dove qualcuno prende in mano un telefono cellulare e riprende tutto. Si calmano e poi si picchiano di nuovo. Tutto alla luce del sole, in pieno pomeriggio, poco distante dai giochini dei bambini, e dalla strada dei bagni dove in molti passeggiano o fanno jogging. Nessuno interviene: solo un giovane extracomunitario si fa avanti per separare le due litiganti ma viene subito mandato via.


Eccole lì le risse. Ecco gli assembramenti, senza mascherina. Ecco quello che succede a due passi dal centro di Marina di Carrara, poco distante dal cuore pulsante della movida, nella pineta della Caravella una zona finita già un paio di volte sulle cronache per episodi di violenza (il più grave quello del 21enne ferito a bottigliate).

Tutto è contenuto in un video amatoriale di tre minuti e nove secondi che ha fatto il giro della città.

L’esterno di questo ciak si gira che diventa una finestra in quel mondo giovanile ritratto solo qualche mese fa nella rivolta contro la polizia in zona movida, è la pineta della Caravella. Nella parte accanto all’ingresso della piscina comunale, molto vicino alla strada dei bagni.

Il video comincia con due ragazzine, una con un giubbotto corto nero da cui sbuca un maglioncino bianco. L’altra indossa un cappottino, i jeans dentro gli stivali.

Si sente una voce fuori campo che sembra quasi dia una sporta di “via” alla lite. «Eccole....». Poi l’inquadratura si sposta sulle due giovanissime protagoniste. Si azzuffano.

Il loro è un corpo a corpo. Due ragazzi le separano. Continuano a lanciarsi insulti, circondate da ragazzi e ragazzi senza mascherine o con le mascherine abbassate.

Passano pochi minuti e si riaccende la lite. Le ragazzine si rotolano a terra, si prendono per i capelli: il tutto ripreso dal cellulare, il tutto mentre parecchi ragazzi restano disposti quasi a semicerchio, proprio come se stessero assistendo a uno spettacolo.

Si sentono le risatine, i “dai, dai” e poi il video si interrompe.

Le immagini, come abbiamo scritto, hanno fatto il giro della città.

Il video è stato visionato anche dal sindaco Francesco De Pasquale che, da primo cittadino ma anche da professore dà un giudizio molto netto sull’accaduto.

«Sono contrario alla violenza, in tutte le sue forme – comincia col dire il sindaco – Di fronte a queste immagin non posso che condannare episodi che testimoniano sia una violenza verbale che una violenza fisica che non ha molto a che fare con l’esuberanza dei giovani».

«Quello che però mi fa ancora più riflettere – conclude De Pasquale – è l’atteggiamento degli spettatori, di coloro che hanno assistito alla lite e alla zuffa fra le ragazzine senza intervenire, anzi, addirittura incitandole. Questo credo sia un segnale di sottocultura che deve far suonare un campanello di allarme a cominciare dal mondo della scuola». —

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