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Balneari, i “super bagni” si associano. Ecco i progetti, presidente è Claudio Santi

Si chiama Rca e unisce già olltre una decina di stabilimenti che hanno fatto o stanno facendo grossi investimenti

CARRARA. Una nuova associazione balneare. Più di una decina di stabilimenti già associati e l’obiettivo di “aprire” anche agli operatori del versante “massese”, da Marina di Massa fino a Montignoso. Il tutto per un progetto importante: fare rete a tutti i livellii.

La nuova associazione


Battesimo in una mattinata di sole nella terrazza del bagno Doride per Rca, Rete costa apuana, la terza associazione balneare di Marina di Carrara. Gli stabilimenti sul litorale marinello sono una quarantina ed esistono già la storica associazione balneari di Marina di Carrara (presidente Sandro Telara, vicepresidente Michele Pianini) e il Consorzio balneari Marina di Carrara, presieduto da Marco Pardi.

Da ieri è diventata realtà ed è già operativa la Rca: presidente Claudio Santi, vicepresidente Elisabetta Malatesta.

Le prime adesioni

Fanno parte di Rca, ad oggi, visto che la compagine è aperta a eventuali nuove adesioni, non solo da Marina di Carrara. Ecco l’elenco degli associati: Mistral, Barlume, Venezia, Polda, Doride, Nettuno, Nuova Italia, Saint Vincent, Paradise Beach e Delfino.

Si tratta di stabilimenti e di operatori turistici che hanno in corso, o hanno già effettuato, investimenti importanti nelle proprie strutture. In nome di un turismo balneare a 360 gradi.

I progetti

La nuova associazione Rca è uno strumento voluto e realizzato da un gruppo di imprenditori per la valorizzazione delle sinergie presenti nell’ambito turistico della Toscana nord. Questo settore, tra i più colpiti dalla crisi generata dalla pandemia, prende coscienza della necessità di trovare delle soluzioni che vadano al di là del solito modo di pensare ed agire e individua nella rete lo strumento più idoneo per migliorare una collaborazione tra le imprese. Le nuove sfide portano a focalizzare l’attenzione degli aderenti su nuovi obiettivi, tra i quali possiamo ricordare lo sviluppo di attività di marketing, mirate alla promozione del territorio e delle imprese turistico ricreative e ricettive aderenti per accrescerne e svilupparne l’appeal; promuovere la formazione e l’aggiornamento degli imprenditori e dei loro dipendenti per la specializzazione del settore; l’incentivare l’utilizzo delle energie green; la collaborazione fra tutte le categorie interessate al miglioramento della filiera turistica e le istituzioni, in particolare con gli enti locali, per la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo di soluzioni innovative per la ripresa economica del settore. Anche a causa dei repentini cambiamenti climatici che hanno provocato effetti disastrosi sulle spiagge, si ritiene poi necessario promuovere e partecipare a piani di difesa della costa e degli arenili, privilegiando soluzioni ecocompatibili e a basso impatto ambientale. –

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