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Paolo dopo tre mesi abbraccia la mamma: «Che emozione, ho sentito il suo calore»

Il racconto del figlio che ha provato la nuova Stanza degli abbracci. «Tanta plastica, ma si sentivano battere i nostri cuori»

CARRARA. Paolo Micheli è arrivato presto alla Rsa Regina Elena. Ha infilato il camicino azzurro, si è seduto e ha infilato le braccia in due lunghe custodie di plastica.

Seduta davanti a lui, separata da una parete trasparente c’era mamma Tilde Grassi di 94 anni. Non si vedevano da tre mesi, da quando il Covid era tornato prepotentemente con la seconda ondata.


Quella stretta che avrebbe tanto voluto darle a Natale o il primo dell’anno, o in un giorno qualsiasi degli ultimi tre mesi, Paolo alla sua mamma lo ha dato ieri, nella stanza degli abbracci pronta e funzionate alla Regina Elena.

«È stata una sensazione bellissima – racconta Paolo – a cose normali non avrei mai immaginato di entrare in una stanza che sembra gonfiabile, circondato dalla plastica, con pareti di plastica, per poter abbracciare la mia mamma. Lei, che è persa nel suo mondo, mi ha guardato e mi ha riconosciuto. L’ho stretta forte. Sentivo i nostri cuori battere».

È una testimonianza piena di emozione quella di Paolo Micheli sulla, pronta e funzionante, stanza degli abbracci alla Casa di riposo Regina Elena di Carrara.

Ieri mattina ad “inaugurarla”, sono stati proprio Paolo e la madre Tilde, ospite della struttura, che in questo ultimo anno a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia hanno dovuto rinunciare ai loro momenti di incontro e di conforto. Il lockdown generale prima, e le misure successive, hanno inevitabilmente limitato gli incontri e per gli ospiti delle residenze sanitarie per anziani sono stati mesi molto difficili, senza contatti veri con le persone più importanti.

«Questa settimana chiameremo i familiari degli ospiti della struttura – spiega il presidente del cda della Regina Elena, Giuseppe Simone Profili - organizzeremo i turni per utilizzare la stanza, che per il momento permetterà una visita di 15 minuti, con una pausa tra un incontro e l’altro dedicata alla sanificazione dello spazio». Dopo l’introduzione dell’utilizzo di tablet per permettere le videochiamate, con questa iniziativa la Casa di riposo continua a promuovere un percorso di socializzazione, nei limiti delle restrizioni imposte dalla pandemia, per evitare l’isolamento delle persone più fragili. L’utilizzo della stanza degli abbracci è riservato ai soli ospiti negativi al Coronavirus. «Quello tra Paolo e Tilde è il primo abbraccio in sicurezza che la Casa di riposo Regina Elena può tornare ad accogliere dopo molti mesi di restrizioni – commenta il sindaco Francesco De Pasquale – a livello simbolico è un momento di grande valore, così come lo sono le immagini che ci arrivano riguardo le prime vaccinazioni. Facciamo tesoro di questi piccoli momenti di speranza, che ci aiutano ad andare avanti. Nel frattempo non abbassiamo la guardia e continuiamo a proteggerci».—

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