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Martina come Bebe Vio, la scherma è la sua sfida

L’atleta non vedente 12enne del Club Apuano ha provato un prototipo di sensore special che le permette di gareggiare con tutti gli avversari

Alessandra Vivoli

CARRARA. Martina ha undici anni, quasi dodici in verità. Tira di scherma da quando ne aveva sette.


Martina è una bambina non vedente e non ha mai perso un giorno di allenamento. È fra le prime ad arrivare in palestra (dove vengono seguite le rigide disposizione del Coni), a seguire le direttive e i consigli della sua istruttrice, Isabella Panzera. Ed è contenta di lavorare all’aperto, con la sua solita energia. È stata proprio lei a provare il sensore progettato da Giancarlo Torlan di Busto Arsizio (coadiuvato dall’ingegnere e programmatore Andrea Basilico) che le consente di cercare e trovare al primo tentativo il suo avversario.

Il maestro Davide Lazzaroni ha fatto un video bellissimo di questo “esperimento”. È stato girato sul lungomare, davanti alla piscina comunale che ospita nel suo complesso anche il club di scherma.

Martina Sironi indossa una giacca a vento rosa acceso. Ha calato sul volto lLa maschera con il sensore. Davanti a lei c’è Giancarlo Torlan, per 20 anni presidente dei maestri di scherma italiani, da tempo impegnato per rendere questo bellissimo sport fruibile nel modo migliore possibile anche ai non vedenti. «Sia Giancarlo che Andrea – spiega Lazzaroni – si sono impegnati a titolo gratuito nella realizzazione del progetto, per donare agli atleti non vedenti queste nuove potenzialità».

La giacca rosa di Martina spicca nel video. Dietro di lei si è radunato qualche passante.

I suoni la guidano, e le danno indicazioni sulla direzione e sulla distanza. Gli atleti non vedenti, per cui questi apparecchi sono stati progettati, possono così tirare senza pedana speciale, né obbligo di trovare il ferro.

«Per dirla in termini semplicistici – spiega il maestro Lazzaroni – quel sensore è simile a quello che, nelle auto, consente di evitare gli ostacoli. È un grandissimo aiuto per gli atleti non vedenti, consente veramente di sentirsi alla pari degli altri, di poter anche gareggiare con maggiore agio».

A Marina di Carrara, in quel tratto di lungomare ripreso nel video del maestro Davide, Martina avanza a piccoli passi. Segue l’avversario con la compostezza fiera di una schermitrice consumata. La maestra Isabella ne parla con grande affetto, parla del suo percorso, trattandola alla parsi, come tutte le altre atlete. E il bello di questo sport, di questo club apuano che da anni porta avanti superando ogni genere di difficoltà è proprio questo.

Non c’è spazio per altro genere di sentimento: Martina merita solo ammirazione per l’impegno con cui lavora, giorno dopo giorno.

«Ci tenevamo tanto a provare questo prototipo, Martina è stata la più contenta di tutti perché per lei è davvero molto importante» spiega Isabella.

Una piccola atleta che, come Bebe Vio, vive nella scherma la sfida per essere uguale agli altri. Una sfida che nel Club Scherma Apuano Martina ha vinto giocando una carta sola, quella della naturalezza.

«Spesso i bambini che sono nel corso con Marti si bendano gli occhi, e tirano di scherma così. Per loro è un’esperienza e Martina si sente uguale a loro». –

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