Manca il progetto definitivo: la Pontremolese già a rischio

Della nuova galleria di valico esiste solo un preliminare risalente al 2009. I timori di Lunezia: stando così le cose l’opera perderà i maxi finanziamenti

PONTREMOLI. Soddisfazione generalizzata, cori di “era ora”, sottolineature della importanza del finanziamento: l’inserimento del raddoppio della ferrovia Pontremolese tra le grandi opere infrastrututurali inserite nel Dpcm del governo ora all’esame delle Camere, è stata salutata come una ottima notizia. E la nomina di un commissario ad acta – Mariano Cocchetti, proveniente da Rfi – appare come un segnale che si intende “fare sul serio” e andare avanti con celerità. Il problema, però, è che per completare il raddoppio, occorre un progetto. Che ancora non c’è. Il raddoppio della tratta tratta Berceto- Pontremoli- Chiesaccia che comprendente la nuova galleria di valico e che costerà gran parte dei 2,3 miliardi di euro previsti per la Pontremolese è anciora allo stato di progetto preliminare, approvato dal Cipe nell’ormai lontano 2009. Manca, dunque, il progetto definitivo, che non è certo una cosa che si realizza in due giorni. E questo è un bel problema, perchè il rischio concreto è il ritiro dei finanziamenti in quanto l’opera non è cantierabile in tempi ragionevoli.

È anche per questo che “Lunezia”, l’associazione ormai da anni impegnata nel tentativo di realizzare il “sogno” di una nuova regione comprendente Massa Carrara, La Spezia, Parma, non condivide il difuso ottimismo sulla Pontremolese. «Abbiamo sempre considerato fondamentale la realizzazione del raddoppio della ferrovia, necessario per l’integrazione dei territori emiliano-lunensi», premettono Rodolfo Marchini, presidente associazione “Lunezia” ed Egidio Banti, responsabile “Enti locali” di e “Lunezia”. Ma, aggiungono subito, «i problemi sono ancora tantissimi. La mancanza del progetto definitivo della nuova galleria di valico è un ostacolo significativo al finanziamento complessivo dell’opera, essendo evidente che la somma complessiva prevista, ampiamente superiore al miliardo di euro, non verrà stanziata se non a progetto definito e approvato. Appare evidente, che in tale condizione il progetto di realizzazione della galleria e quindi il reale completamento dell’opera non potrà essere ricompreso nel “Recovery Plan” europeo».


I due alfieri della futuribile nuova regione aggiungono poi che mancano anche«adeguate intese circa lo sviluppo del traffico passeggeri sulla tratta La Spezia - Parma, con particolare riferimento alle sub tratte Pontremoli- Borgo Val di Taro e Borgo Val di Taro-Fornovo-Parma, in relazione alle modalità di esercizio all’indomani della realizzazione della nuova galleria di valico» Banti e Marchini, comunque, propongono una linea di azione comune pro-raddoppio: incontri con il commissario, l’avvio di un tavolo sulle prospettive della linea passeggeri “Pontremolese”,Il coinvolgimento del Comune di Parma e di ParmaFiere nel progetto di completamento del raddoppio, con particolare riferimento alle successive prospettive di sviluppo del tracciato dalla cosat tirrenica a Parma, Verona, Brennero.«Su tali basi – chiudono –, “Lunezia” si riserva di richiedere incontri sia alle autorità competenti sia al commissario straordinario, così come di tenere via via informata l’opinione pubblico in modo corretto e completo circa gli sviluppio e le iniziative volte ad accelerare il completamento dell’opera». —