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Italian Sea Group vuole comprare Perini. Costantino: abbiamo competenze e forza

Il ceo di Italian Sea Group, GIovanni Costantino, nei suoi cantieri

Il cantiere viareggino ha dichiarato fallimento, ma per l’asta sarà corsa a tre con altri giganti. «Vela interesse naturale»

Per il futuro dei gloriosi cantieri viareggini “Perini Navi”, a una settimana dal dichiarato fallimento, la gara si fa vera. The Italian Sea Group ha annunciato ieri l’intenzione di partecipare alla procedura competitiva per comprare il gigante della vela viareggino. Giovanni Costantino, ceo dei cantieri di base a Marina, vuole mettersi al petto il fiore all’occhiello del lussuoso brand di barche a vela versiliese. Potrebbe essere la prima operazione dopo la quotazione in borsa da poco ri-annunciata. E sarebbe utile.

Non sarà facile. All’asta si troverà di fronte due competitor: Ferretti group e Yacht Sanlorenzo, due giganti del settore. Tutti hanno interessi reali, in un’asta a tre (per ora) dove si dovrà ottenere il massimo cercando di spendere il minimo. Voce stentorea e linea ben chiara, Costantino non si tira indietro: «abbiamo la credibilità, il posizionamento e l’organizzazione perché questa possa essere una sfida vincente. Con la giusta disinvoltura».


Come mai vi fate avanti ora? Perini è in cattive acque da tempo, in mezzo c’è stato un tentativo di finanziamento andato male, ma l’occasione forse c’era anche prima.

«Ci sono tutta una serie di coincidenze. Ho seguito lo sviluppo e anche le problematiche dell’ultimo periodo di Perini, ma non ho ritenuto d’intervenire dato che la vecchia proprietà e il vecchio management erano convinti di recuperare la situazione con il supporto di alcuni fondi. D’altra parte, avevo letto di trattative avanzatissime con il cantiere Sanlorenzo e sembrava che la cosa dovesse risolversi in uno di questi due modi. Ma eravamo interessati fin da allora».

Poi è arrivato il fallimento.

«L’epilogo della settimana scorsa mi ha molto meravigliato e sono rimasto molto dispiaciuto. È un brand interessante, ha fatto cose incredibili, l’intuito e la genialità del cavalier Perini è stato grandioso e mi dispiace che si sia conclusa così».

The Italian Sea Group non fa barche a vela, Perini sì.

«In realtà noi, anche se non abbiamo nel nostro dna la vela, già da tempo facciamo il refit (revisioni o rimontaggio delle imbarcazioni, ndr) di yacht della Perini. Proprio in questo momento ne abbiamo quattro. Nel tempo, casualmente, una serie di collaboratori di Perini sono migrati da noi. Dall’altra parte abbiamo in produzione due catamarani: uno a motore e uno a vela di grande dimensione. Viene quasi naturale interessarsi a questa situazione. E aggiungo un fattore campanilistico. Sarebbe un peccato che il brand Perini migrasse all’estero. Ci piacerebbe che rimanesse in Italia e ancor più in Toscana».

Cosa vi distingue dai competitori ? Che vantaggio avete?

La nostra competenza progettuale e realizzativa riguarda navi di grandi dimensioni. Così come siamo abituati a lavorare sul progetto unico, il cosiddetto one-off. Tutte le nostre navi, al momento 13 in produzione, sono diverse l’una dall’altra. Mai fatto un prodotto seriale, c’è un allenamento storico e tipico del gruppo per le grandi navi e il custom made. Settore nel quale c’è bisogno di esperienza storica».

Tempi possibili?

«Difficile dirlo. Rispetto all’esperienza tecnica in procedure di questo tipo, con qualche dato che possa consentire a noi e altri di valutare, immagino che si potrebbe andare a fine maggio oppure giugno». —

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