Infortunio sul lavoro, scatta l’ipotesi di falso per i corsi di sicurezza

Operaio invalido dopo che gli cadde una trave addosso Al titolare contestata l’attestazione sulla frequenza al corso

Libero Red Dolce

mulazzo. Il ponte di Castagnetoli, spazzato via dall’alluvione del 2011, rischiò di fare la sua prima vittima con un ritardo di cinque anni, nel 2016, quando durante i lavori di costruzione, una trave cadde sulla schiena di un operaio pugliese, allora cinquantenne. Cinque anni ancora dopo, il processo per lesioni colpose gravissime e inosservanza delle norme di sicurezza nei confronti di Ivano Zanchi, proprietario della ditta che eseguiva i lavori, va avanti. Ed è battaglia anche sui corsi di sicurezza sul lavoro.


Per capire meglio quello che sta succedendo nell’aula del giudice Ermanno De Mattia, bisognerà avere la pazienza di ritornare al 25 novembre di dieci anni fa.

L’operaio di Francavilla Fontana, paese in provincia di Brindisi, sta lavorando nel cantiere per ricostruire il ponte crollato. Per sua sfortuna si trovava a svolgere un compito sotto a una trave che da lì a poco gli sarebbe crollata addosso.

Una caduta improvvisa, che lo ha preso completamente alla sprovvista. La trave d’acciaio si è sganciata colpendolo alla schiena. Nessuna possibilità di rendersi conto di quello che stava succedendo: solo un dolore indicibile. Esplosivo. E poi il buio.

Sfortuna nella sfortuna volle che quel giorno a Teglia la nebbia fosse tanta. E così i soccorsi chiamati dai colleghi si trovarono in difficoltà. Praticamente impossibile atterrare per l’elisoccorso attivato dal 118: la nebbia era troppa.

L’operaio fu caricato da un’ ambulanza, che lo raccolse sul luogo dell’incidente, in un tragitto non esattamente agevole. E l’uomo portato al pronto soccorso di Pontremoli, dove sarebbe dovuto partire in elisoccorso. Niente da fare, la nebbia era troppa anche lì.

Appena la nebbia si diradò, l’uomo, a quel punto stabilizzato dai medici, venne trasferito in elicottero all’ospedale di Livorno.

Tre anni dopo, con il rinvio a giudizio di Zanchi, la svolta. Non nella vita dell’uomo però, rimasto gravemente invalidato dalle lesioni subite. Alla fine di tanti ricorsi gli furono riconosciuti 55 punti d’invalidità.

Arriviamo più o meno ai nostri giorni. In un’udienza precedente all’ultima, che ha avuto luogo lunedì, era emerso che il datore di lavoro aveva prodotto un’attestazione dove si sosteneva che il ferito avesse frequentato i corsi sulla sicurezza e la formazione prescritti dalla legge.

Un’attestazione che la parte civile, rappresentata dall’avocato Davide Bonanni del foro di La Spezia, ritiene falsa. Il ferito, che è un carpentiere, sostiene infatti di non avere frequentato mai alcun corso.

E così è partita un’altra querela, questa volta, per falso nei confronti del datore di lavoro Zanchi.

E c’è anche un rapporto dell’Asl sulla sicurezza del lavoro che ipotizzerebbe la scarsa sicurezza nel sistema di sollevamento per la trave d’acciaio. Se questo fosse dimostrato si tratterebbe, in tutta evidenza, di un incidente assolutamente evitabile.

L’udienza è stata aggiornata al prossimo 21 giugno dal giudice De Mattia. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA