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Yacht, concessionarie e marmo: ecco chi fattura di più a Massa Carrara. Le top 100

La classifica per fatturato delle aziende apuane (nell’epoca pre-Covid): prima Media Steel, seguita da Italian Sea Group. In fondo all'articolo nomi e cifre

MASSA CARRARA. Nella terra del marmo è un’azienda “di ferro” a guidare la classifica delle 134 società con fatturato superiore ai 5 milioni di euro nella provincia di Massa Carrara. È Media Steel, 206 milioni di euro di fatturato nel 2019, società con sede all’Olidor di Massa che si occupa di commercializzazione di rottami ferrosi. Un’impresa di trading, che compra scarti di metalli e li rivende ad acciaierie e altiforni. Creata nel 2012 da Feralpi Siderurgica e Duferco Holding, gruppi dell’acciaio leader in Italia, Media Steel surclassa, per fatturato la seconda classificata: La seconda in graduatoria è The Italian Sea Group di Marina di Carrara, guidata da Giovanni Costantino: il maxi cantiere che raggruppa i marchi Nca, Admiral, Tecnomar e fa refitting di barche di lusso. 97,34 milioni di euro è il fatturato iscritto a bilancio per l’ex Nca – che si avvia quotarsi in Borsa nel 2019, in netta crescita rispetto al 2018, quando fu di 68,2 milioni. Al terzo posto c’è Brotini Auto, concessionaria auto (del gruppo Vw-Audi-Skoda) con 74,22 milioni di giro d’affari.

È solo al quarto posto che compare il marmo: quello della Franchi Umberto Marmi Spa (la prima azienda del lapideo a quotarsi in Borsa) con 64,86 milioni di fatturato. Sotto, un’altra concessionaria d’auto: la Rossi Leauto di Massa, storica rivenditrice di Fiat, ora Fca con 42,92 milioni di fatturato; poi la cooperativa sociale Di Vittorio, un gigante nell’assistenza sociale non residenziale da 41,6 milioni di euro di fatturato.


Ma in questa classifica della “ricchezza” delle imprese prima del Covid – i fatturati si riferiscono al 2019, epoca pre-pandemia, dunque – il marmo c’è eccome: delle 134 aziende apuane con fatturati sopra i 5 milioni di euro, almeno 60 si occupano direttamente di estrazione, lavorazione, commercializzazione del marmo o producono macchinari o utensili per l’industria lapidea. A guidare la nutrita pattuglia, dietro al gruppo Franchi, è Imerys Minerali (che produce carbonato di calcio dal marmo), con 43,1 milioni di fatturato, seguita da Campolonghi Italia 36,19 milioni; Sagevan con 32,92 milioni.

La graduatoria, riportata sul sito web Report Aziende e realizzata su dati forniti da Consodata, consente di mettere in evidenza alcune caratteristiche dell’economia e del tessuto produttivo apuano. Innanzitutto, balza agli occhi la “taglia” ridotta delle imprese di Massa Carrara. Soltanto Media dichiara un fatturato sopra i 100 milioni di euro (anche se Italian Sea Group ci si avvicina). Per fare un raffronto, la provincia di Lucca conta ben 18 aziende con fatturati over 100 milioni (il cantiere nautico Azimut-Benetti è in testa con 755 milioni di euro), mentre Pistoia ne conta sette. E ne ha altre 14 tra i 50 e i 99 milioni. Mentre sotto le Apuane sono soltanto tre le società tra i 50 e i 99 milioni.

Un altro elemento che si può cogliere scorrendo la graduatoria è che la Lunigiana, considerata la zona più depressa dal punto di vista delle attività produttive, fa la sua parte. Con il gruppo grupo Antonini Spa di Mulazzo, ad esempio: l’azienda leader nel campo delle forniture di strutture e impianti per le piattaforme petrolifere è con i 36,2 mililoni di fatturato all’ottavo posto della classifica generale. E poi ci sono la cartiera Europaper di Fivizzano, 27 milioni; le società che gestiscono supermercati in Lunigiana Taras di Villafranca con 29,7 e Gio.Ardi Aulla, con 15,85 milioni di fatturato, la Lunigas (forniture di energia) di Fosdinovo con 7 milioni di euro di fatturato.

Infine, un occhio al commercio: fra le aziende che nell’ultimo anno prima del Covid fatturavano oltre 5 milioni, ci sono due prestigiosi negozi di massa: la gioielleria Salvini con 5,66, e Oleggini (borse e abbigtliamento) con 5,33 milioni.



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