La Provincia chiede la calamità naturale e un milione e mezzo di euro per le frane

Sopralluogo ieri mattina del presidente dell’ente Gianni Lorenzetti sulle strade pontremolesi «Molti dissesti hanno riguardato versanti di proprietà privata». Furgone Brt, l’ira di Ceccardi

Tiziana Gori

PONTREMOLI. Il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti ha inoltrato ieri mattina alla Regione la richiesta dello stato di calamità naturale per le frane che hanno interrotto la viabilità su otto strade provinciali dopo la perturbazione che ha imperversato tra venerdì e sabato in Lunigiana. Un milione e mezzo di euro la cifra necessaria, secondo i tecnici di Lorenzetti, per mettere in sicurezza le pareti sovrastanti le strade.


Smottamenti e piccoli dissesti hanno interessato un po’tutti i comuni dell’alta Lunigiana, ma da un punto di vista viario a farne le spese maggiori – oltre a Fivizzano con la frana sulla Sp72-Posara-Moncigoli – è Pontremoli.

Confermata la chiusura per i danni provocati dal maltempo delle seguenti arterie: Sp 37 Pontremoli-Zeri, Sp63 per Guinadi, Sp 38 Succisa, Sp17 Posara, Sp58 Ugliancaldo, Sp75 direzione Massese (Comano), mentre la Sp67 per Treschietto (Bagnone) è riaperta a senso unico alternato con divieto ai mezzi oltre i 2, 20 metri di larghezza.

Ieri mattina Lorenzetti si è recato con i tecnici sulle frane più importanti. «Con i modesti mezzi provinciali – è la premessa – facciamo quello che possiamo. Le strade, la maggior parte, le abbiamo pulite. Dobbiamo capire quanto sono pericolosi i versanti. Tra l’altro, le strade, sono tutte integre. Le frane arrivano da monte, da terreni privati. Ritengo sia necessaria una svolta nella politica di gestione del territorio a livello nazionale.

Le amministrazioni locali, ne sono certo, si faranno trovare pronte dando seguito a interventi mirati e con finanziamenti certi. Ma allo stesso modo ritengo necessario che i privati cittadini in possesso di aree boschive contigue a vie di comunicazione di interesse pubblico, abbiano una maggiore collaborazione con le amministrazioni e un maggior senso di responsabilità nella manutenzione e nella cura dei terreni in loro possesso».

In altri momenti storici, dice Lorenzetti, «avremmo attivato dieci somme urgenza e dopodomani avremmo le strade già tutte aperte, ma ora – continua – non mi sembra il caso di fare debiti fuori bilancio».

Il maltempo non ha fatto danni solo in Lunigiana, le mareggiate a Marina e anche Montignoso hanno lasciato strascichi polemici: «La frana sulla Provinciale 1 a Monitgnoso è stata liberata domenica. Dal sopralluogo in Lunigiana non sono emersi danni di particolare entità. Difatti, la cifra totale chiesta alla Regione è di un milione e mezzo di euro. Circa centomila euro per versante da mettere in sicurezza». Giani si è già fatto sentire, informa Lorenzetti: «I tecnici della Regione ci hanno chiesto i dettagli di ogni singolo intervento».

Ricciardi sotto tiro

Ad essere finito sotto tiro è il referente per i dissesti del fine settimana è il delegato provinciale alla viabilità, nonché consigliere comunale di maggioranza a Fivizzano, Claudio Ricciardi. Le opposizioni ne chiedono le dimissioni. «Non vedo che colpe possa avere Ricciardi di quello che è successo in questi giorni», sbotta Lorenzetti. Le frane sono avvenute, come dicevo prima, soprattutto su versanti privati. E Ricciardi si trova a fare il delegato alla viabilità in un momento storico in cui le Province non hanno, di fatto, quasi più soldi».

furgone brt, interviene ceccardi

Quello di Susanna Ceccardi, ex candidata leghista alla presidenza della Regione, è un attacco durissimo ad Anas e al governo. Il furgoncino della Brt spazzato via dalla piena del Magra dopo nove mesi e mezzo sul ponte crollato, è un’immagine che ha fatto il giro d’Italia: «Lo avevamo detto più volte, in campagna elettorale, che le macerie presenti nell’alveo del fiume andavano rimosse quanto prima. E invece, come volevasi dimostrare, l’immobilismo ha prevalso. Per l’inefficienza, i ritardi burocratici, gli scaricabarile tra enti che continuano a pesare sulle spalle dei cittadini, sui quali il peso dell’emergenza sanitaria si somma alla situazione di criticità relativa ai collegamenti infrastrutturali. Per questo la Lega aveva presentato un’interrogazione al ministro De Micheli, che dovrà spiegarci il motivo di tanta inerzia, come intende procedere e soprattutto con quale cronoprogramma».

anas e ctu del tribunale

Come spiegato al Tirreno due giorni fa, dopo che il furgone del corriere è stato avvistato a poche centinaia di metri dal ponte di Albiano, completamente distrutto dalla furia delle acque, Anas sostiene di non aver potuto fare la rimozione perché bloccata dal tribunale. Il progetto presentato non andava bene, era stata chiesta una modifica e la società era ancora in attesa, a distanza di quasi dieci mesi, del parere del consulente tecnico d’ufficio nominato dal tribunale. Chissà se saranno necessari altri dieci mesi per capire a chi spetterà la rimozione. —

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