Corse clandestinea a Battilana: spunta il precedente tra Maserati 

Nella foto grande una serie di Maserati, alcune d’epoca altre più recenti, riprese con un telefonino. Chi ha assistito alla scena racconta di un cronometrista, (l’uomo con il braccio alzato vicino l’auto bianca) che teneva i tempi sulle accelerazioni. In alto a destra il recente video con lo schianto di un’auto in corsa sullo stesso rettilineo, il 7 gennaio scorso. In basso a destra il tentativo di furto di un’auto parcheggiata nel 2016

Una sorta di raduno, tutte Maserati, cronometrate sul rettilineo in accelerazione. L’allarme di Cna: «I ragazzini si sfidano agli “spari” con gli scooter: è un pericolo»

Dal simbolo sulla mascherina del muso dell’auto sembra una Maserati. Sì, è una Maserati. Ce ne sono molte altre a vedere meglio. Nel video spicca: la si vede bianca, sinuosa, si muove in attesa del via per partire. C’è persino un cronometrista che a bordo “pista” prende il tempo. Non siamo in un circuito, ma a Battilana, nell’area artigianale. «È successo nel maggio 2019, una serie di auto sportive, con tanto di cronometrista, che si sfidavano sui tempi dell’accelerata sul breve rettilineo», racconta Paolo Ciotti, direttoredi Cna.

L’associazione rilancia l’allarme sulla situazione del degrado nell’area artigianale, dopo il video con il folle schianto notturno di un’auto lanciata a tutta velocità, su quello stesso rettilineo, la notte del 7 gennaio scorso. E di cui abbiamo scritto domenica. Il video del 2019 fu ripreso da un cellulare, a differenza di quello più recente preso invece dalle telecamere di sorveglianza. Ma il punto di ripresa è il medesimo: la sede di un’azienda artigianale legata a Cna.


È un altro documento, finora inedito, che dimostra come quel pezzo di città si trasformi in una terra di nessuno in certi orari. Nel video del 2019 si vedono Maserati di ogni tipo ed epoca e chi era sul posto racconta che si trattava di una prova a cronometro. C’era persino un piccolo pubblico ai lati a guardare le auto che si davano il cambio. Una cosa che pareva preparata. E secondo Bedini «clandestina». Anche se gli spazi, va detto, sono ridotti. E dallo “start” alla recinzione in fondo al rettilineo non c’è possibilità di arrivare a velocità di punta.

Per capire meglio cosa succede a Battilana quando nessuno guarda, Il Tirreno ha ascoltato il direttore di Cna Ciotti. «Una delle cose che accade più spesso sono le gare dei ragazzini con gli scooter. È pericoloso, perché lì ci sono spesso i mezzi in movimento. Con il lockdown ne abbiamo visti di meno, date le restrizioni».

Questa gare sono i cosiddetti “spari”. Linguaggio preso in prestito dalle armi, perché l’idea è proprio quella: partire a sparo, come un proiettile dalla pistola, e arrivare primi sul breve rettilineo. «Io temo che prima o poi ci possa essere un fatto brutto, perché i rischi ci sono. Li vedo io stesso senza casco, in due sullo stesso mezzo. Avevano anche messo una rampa per farci i salti, l’abbiamo trovata una mattina», racconta Bedini.

Di corse clandestine vere e proprie, di quelle alla “Fast and Furious”, per chi ha presente la serie cinematografica, qui non se ne fanno. Niente incontri tra auto truccate, con il contorno di scommesse, belle donne, sorpassi su circuiti cittadini e manovre spericolate.

L’area è pattugliata, anche la notte, dai carabinieri che fanno frequenti soste anche notturne con la vigilanza. E dicono che non hanno mai riscontrato, né avuto segnalazioni, di corse clandestine. Si sa che il luogo è “lontano dagli occhi” e proprio per questo si prova a controllare con più frequenza. E di qualche giovane che fa a fumarsi uno spinello o fare gli “spari” c’è stato qualche riscontro.

Per Ciotti il problema fondamentale è l’abbandono, da lì nascono situazioni fuori controllo. «O chiediamo di bloccare l’accesso alla strada o diventa insostenibile. C’è chi viene a portare rifiuti e li abbandona e lì restano. Però qui la tassazione si paga, i rifiuti si pagano. Il Comune si deve prendere in carico le aree». 



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