Movida, alta tensione: travolta negoziante e la polizia interviene

Due giorni di passione: la commerciante ha fatto denuncia Diciottenne ubriaco spacca un fanalino, fermato

Carrara. Contusione al ginocchio con versamento: il referto medico è di 5 giorni e poi da rivalutare. La misura è quasi colma e l’incidente che ha coinvolto una delle commercianti nella zona Movida (in via Rinchiosa) è stata la goccia che ha fatto tracimare la rabbia dei commercianti. Sono infatti una ventina i negozianti, più diversi residenti che faranno un esposto in Procura. A raccontarci come sono andate le cose è la diretta interessata: «Vengo ora dall’ospedale e farò denuncia contro ignoti anche se conosco il nome di chi mi è caduto addosso» dice la negoziante che è caduta sui tavoli a causa di un ubriaco che le è piombato addosso all’improvviso, proprio mentre stava parlando alle forze dell’ordine per sollecitare a trovare una soluzione data la situazione ormai insostenibile che si è venuta a creare ormai da tempo.

«Erano circa le 16:30 di ieri (venerdì, ndc), ero fuori davanti al negozio e stavo parlando con i carabinieri quando un omone, sarà stato alto un metro e ottanta, ubriaco per uscire fuori dal locale vicino in cui cercavano probabilmente di trattenerlo per evitare che riprendesse una rissa iniziata prima, ha spinto, ha perso l’equilibrio e mi è arrivato addosso facendomi cadere sui tavoli: cadere per terra non potevo dall’assembramento di gente». «Spero che la mia denuncia - prosegue la negoziante - possa servire a qualcosa e non è per colpire una singola persona: tutti sono ipotetici colpevoli. Lo faccio per richiamare l’attenzione. È un fatto grave – ripete – è capitato a me ma poteva capitare a una mamma con un bimbo. A me piace vedere i giovani, ma non così – cerca di spiegare il suo punto di vista e l’intento del suo gesto di denuncia contro ignoti e non contro chi gli è caduto addosso in visibile stato di ubriachezza – una volta questa era una strada di passeggio oggi le famiglie non passano più di qua. Io il 23 dicembre potevo chiudere: c’era una muraglia tra ragazzi e ragazze e non si lavorava».


Sono d’accordo con lei i colleghi commercianti, sull’orlo di una crisi: «Io ho preso in affitto questo locale qualche mese fa e speravo di lavorare – testimonia un’altra negoziante del quadrilatero via Rinchiosa/via Genova/via Venezia/viale Colombo – non di ritrovarmi nel Bronx: quando esco con mio figlio che è molto piccolo, prima di uscire mi guardo intorno perché volano bottigliate».

«L’estate scorsa dopo cena aprivamo alle nove e mezzo ma alle dieci meno un quarto si chiudeva perché non riuscivamo a lavorare: un muro di ragazzi che non permette al cliente di entrare o solo di vedere la vetrina: col lockdown sono andati tutti fuori di testa-fanno eco altri negozianti che pregano-non mettete il nome sennò siamo rovinati: questi ragazzi non sono più come uan volta, adesso ti affrontano, ci vengono a battere sulla vetrina e poi ridono e scappano, se usciamo per chiedere di scansarsi si arrabbiano. È un macello, non si lavora».

Nella giornata di ieri l'altro molti sono andati a chiedere alle Forze dell'Ordine posizionate al posti di blocco presso l'incrocio via Venezia/via Rinchiosa di muoversi lungo la strada: «Sono andata a chiedere se potevano spostarsi anche davanti al mio negozio per cercare di mettere un freno allo schifo tra risse, urina e bottiglie che fanno sempre a tutte le ore del pomeriggio, ma mi hanno risposto che non sono autorizzati a spostarsi. Tutti noi non ne possiamo più, ora faremo un esposto» ha concluso disperata una di loro.

Lite, fermato ragazzo

Alta tensione anche ieri pomeriggio, quando un ragazzo sui diciott’anni, maggiorenne, in stato di ubriachezza, con una testata ha rotto un fanalino di un’auto in sosta in via Genova. Di fronte alle rimostranze del titolare avrebbe dato in escandescenze. Sono intervenuti gli agenti, ci sono stati momenti di tensione perché il giovane ha fatto resistenza. Si tratta di una persona già conosciuta alle forze dell’ordine, con precedenti per rissa e ubriachezza – non era però nel gruppo di quelli che assaltarono la polizia nella notte fra il 22 e 23 agosto scorsi – ma fino a tarda sera, in contatto con la procura, la polizia stessa stava valutando se precedere ad un arresto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. —

Francesca Vatteroni

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