Hotel Mediterraneo, 13 anni di empasse E nel cuore di Marina resta una ferita

Se ad ogni annuncio fosse nato un piano di albergo avremo in via Genova un grattacielo della portata del Vela di Dubai

MARINA DI CARRARA. È l’albergo che ospitò Liza Minelli e Claude Lelouche. Ma anche quello delle vacanze al mare per tantissime famiglie che da Firenze e da Parma preferivano la più “familiare” e meno cara Marina di Carrara alla vicina Versilia.

È stato al centro di un progetto affidato, niente popò di meno che a un archistar (come dicono quelli bravi) del calibro di Mario Botta, quando il gioiello di via Genova finì nelle mani dell’allora patron della Porto spa, l’armatore Enrico Bogazzi. Fu proprio Bogazzi, all’epoca (siamo nel 2006, la demolizione dell’albergo avvenne due anni dopo) a discettare sulla bruttezza di Marina. Al posto di quell’hotel un po’ datato doveva nascere un albergo di tutto altro tipo. Insomma un fiore all’occhiello per tutto il territorio.


Di anni ne sono passati tredici. L’albergo resta fermo allel fondamenta. Nel frattempo Mario Botta non firma più il progetto e un nodo da sciogliere è stata la destinazione, di parte della struttura ricettiva ad appartamenti. Un braccio di ferro, cominciato fra l’amministrazione Zubbani e Bogazzi che sembrava essere superata. Con la giunta grillina doveva esserci la svolta. Ma ad oggi si fa ancora attendere.

Ma ripercorriamola questa storia recente costellata di annunci e di grandi progetti (incompiuti). Nel 2004 c'è la variante urbanistica per il via libera alla riqualificazione dell'hotel che il 6 gennaio 2008 chiude per fare spazio al futuro cantiere. È uno degli alberghi simbolo di Marina di Carrara, con tanto di vip a condire gli anni d'oro. È stato acquistato dalla Porto spa dell'armatore Enrico Bogazzi che per mettere a punto un progetto da mille e una notte affida l'incarico a un archi-star, Mario Botta. Nell'ottobre 2007 i due presentano l'area che verrà. È il giorno della celebre frase dell'armatore: «Carrara è brutta. L'area della ex Montecatini? Sembra di essere a Berlino est...». I dettagli però spettano all'architetto che ha pensato alla ristrutturazione del teatro alla Scala di Milano. Il progetto del nuovo albergo annunciato è da sogno (e anche da 13 milioni di euro): piscina sul tetto, rivestimenti in marmo, una sala convegni e un ristorante vista mare, ma anche residenze e locali commerciali. «Non abbiamo voluto forzare il contesto attuale e quindi ci siamo richiamati alla cultura mediterranea», spiegava l'architetto e continuava: «Sarà un edificio sobrio, un progetto lontano da gridi individualistici perfettamente inserito nel tessuto urbano in cui andiamo a operare». I tempi? «Le licenze edilizie – concludeva – arriveranno a gennaio. Per l'estate del 2008 potremo cominciare i lavori: l'obiettivo è di concluderli in un anno e mezzo». Insomma, 2010-2011. Intanto in un'area da oltre 2mila metri quadri (che comprendeva l'ex cinema Vittoria, l'albergo e la casa del portuale) si comincia a intervenire, cominciando le demolizioni nel 2008. Poi già a fine 2011 il cambio verso il progetto residenziale e gli anni di braccio di ferro con l'amministrazione comunale. Mesi di impasse che accompagnano a un nuovo progetto, quando siamo a inizio 2016: niente appartamenti, più “anima” commerciale.

Entriamo poi nei 3 anni e mezzo, fino a questo momento, di legislatura pentastellata. «Una partita molto ampia e complessa, un'altra eredità scomoda su cui dovremmo mettere mano», diceva il sindaco De Pasquale al Tirreno a pochi giorni dall'insediamento. Erano i giorni di queste parole anche dell'armatore carrarese: «È dal 2012 che abbiamo messo l’albergo in vendita. Ma chi lo compra?». Tra il 2018 e il 2019 la vicenda sembra di fronte a una svolta, ma le ipotesi non decollano. L'ultima puntata è il degrado tour, la scorsa estate, promosso dall'associazione ChiAma Carrara: l'area è tra le protagoniste del tour, l'associazione protocolla a palazzo civico e ad Asl anche una segnalazione di inconveniente igienico sanitario. Passano mesi, nessuna risposta. Siamo al 2021, di anni ne sono passati tredici. —

Alessandra Vivoli

Luca Barbieri

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