Lunigiana senza linea, parte una petizione

Una raccolta firme per chiedere anche l’arrivo della fibra ottica. «Senza collegamenti tutti i paesi si spopoleranno»

LICCIANA NARDI. Cresce la mobilitazione per fare sì che vengano risolti i disservizi telefonici che attanagliano, almeno dall'ottobre scorso, diverse zone della Lunigiana.

Una questione che si lega ad un'altra decisamente di più largo respiro, quella sull'abbandono dei territori periferici e scarsamente popolati rispetto alle aree maggiormente urbanizzate, con il rischio di creare cittadini di serie A e di serie B. Da qui la domanda, che per qualcuno può apparire retorica: le compagnie telefoniche hanno interesse a investire in zone periferiche, di cui la Lunigiana è piena? In attesa che chi di dovere risponda, è partita una petizione online sulla piattaforma "change.org", portata avanti dal cittadino Ivo Capodieci e rivolta al Ministero dello sviluppo economico e all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) a Roma.


Ecco alcuni stralci del testo allegato alla raccolta firme: “Qui in Lunigiana e in Garfagnana, stiamo subendo la mancanza di copertura per le tele-radio comunicazioni, cosa che avviene praticamente in tutto il territorio interno della Regione Toscana, ma, purtroppo, è così praticamente in tutti i piccoli Comuni italiani. Occorrono le firme di tutti affinché i nostri borghi e piccoli Comuni vengano coperti nelle telecomunicazioni, sia da linee telefoniche fisso-wireless che da fibra ottica a banda larga. Viviamo in territori in completo abbandono, senza servizi essenziali, anzi con sempre più disservizi. Le telecomunicazioni praticamente non esistono e, se esistono, sono precarie. Restiamo anche giorni senza poter comunicare e persino i già scarsi programmi televisivi ci sono negati, mentre i programmi radio nazionali ci sono interdetti. Inoltre, il dare in appalto a ditte esterne la manutenzione delle linee di telecomunicazione sta peggiorando ulteriormente disservizi ormai quotidiani. I nostri territori si stanno spopolando perché manca il lavoro e la mancanza di telecomunicazioni peggiora la situazione, non permettendo di poter sviluppare nuove opportunità nei settori alberghiero, caseario, industriale, editoriale e commerciale: quindi, non non solo i lavori nelle applicazioni digitali”.

In una nota diffusa nei giorni scorsi, Tim, la compagnia telefonica più volte chiamata in causa per i disservizi telefonici in Lunigiana – anche perchè la più presente e perchè è l’unico operatore presente nelle zone sopra i 400 metri su livello del mare – ha spiegato le ragioni dei disservizi. Dicendo che “al momento non è possibile effettuare i necessari interventi tecnici sul ponte radio situato sul Monte Giogo (che copre il segnale mobile per Licciana, Fivizzano e Comano) in quanto il sito non è raggiungibile a causa delle precarie condizioni della strada di accesso”. Tim ha sottolineato di essersi già rivolta al comune di Comano per il ripristino dell’accessibilità e di essere in costante contatto con l’amministrazione per il coordinamento di tutte le attività necessarie alla riattivazione del servizio, compresa l’ipotesi di collocare un apparato di emergenza in un’area idonea.

Per quanto riguarda singole situazioni relative alla rete fissa, causate dall’eccezionale ondata di maltempo, Tim sottolinea di essere in intervento e che i tempi di ripristino sono commisurati alla gravità dei danni subiti dalle infrastrutture e dalla necessità di intervenire in sicurezza da parte del personale tecnico. —

Gianluca Uberti

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