Il mercato ambulante non fa grandi affari. E la concorrenza arriva dall’on-line

Parlano gli ambulanti che tornano a Carrara dopo lo stop della zona rossa. «La verità è che la gente non compra più»


CARRARA. È stato un lunedì sottotono, quello del mercato settimanale del lunedì. Neppure la libertà consentita dalla zona gialla è riuscita a portare gente in città. Ma che a Carrara il mercato non funzioni, a differenza di Marina e di altre città vicine è cosa nota, soprattutto per gli ambulanti. È così per Antonella Amatore del banco di abbigliamento donna di via 7 luglio: «faccio diversi mercati– dice – Ceparana, Spezia, Viareggio, ma male come a Carrara non mi trovo da nessuna parte. La gente non compra» . Idem per Pierluigi Coppedè del banco di scarpe. Anche lui è in via 7 luglio e l’ambulante lo fa da 38 anni: «ormai i mercati non funzionano più da nessuna parte – dice – perché anche i negozi hanno abbassato la qualità della merce e ci trovi merce da 10 o 20 euro. Spesso nei mercati non ci sono più cose belle perché non si bada alla qualità. Si dovrebbero fare due tipi di mercati separati uno dall’altro, uno dove ci sono cose costose dedicato a chi vuole e può spendere ed uno con banchi e articoli da poco. O si alza per tutti la qualità della merce. Ho trovato ingiusto che durante la zona rossa gli ambulanti che vendono intimo o tutte le altre cose di prima necessità che potevi acquistare nei negozi regolarmente aperti fossero stati esclusi dai mercati. Il mercato in più del negozio ha lo svolgimento all’aperto e la possibilità di contingentare le entrate» . Secondo Andrea Ghinoi del bar tabacchi di via Verdi: «il vero è mercato è su internet, dove trovi tutto e buon mercato. Il problema è questo. Ma c’è anche da dire che il mercato di Carrara a differenza di quello di Marina da tempo non porta più gente, Come mai a Marina le persone ci vanno? E come mai alcuni banchi di marina non vogliono venire a Carrara. Così come adesso il mercato non funziona più, io non sono un tecnico ma qualcuno dovrà studiare il modo di rilanciarlo. A me dispiace per questi ambulanti, che in questa pandemia sono stati forse i più penalizzati» . Per quanto riguarda il commercio con sede fissa in città ci sono alcune promozioni (i saldi arriveranno solo a fine mese) ma c’è chi dice che le cose vanno benissimo. Come per esempio Alessandra Caffaz , del negozio di abbigliamento White di piazza Alberica: «la vendita promozionale sta andando molto bene e ho venduto benissimo, a tal punto che ho dovuto far ritornare delle cose. Dopo la chiusura di febbraio per lavori di ristrutturazione con l’apertura del primo marzo, Covid permettendo) mi piacerebbe organizzare qualcosa fuori del negozio, tipo una colazione, una merenda o un aperitivo gratuito per tutte le mie clienti. La vendita sta andando bene perché ci sono capi nuovi e alla moda che costano 25 euro. Ma la cosa che mi rende più felice è il fatto che le miei clienti mia apprezzino per l’allegria e la gentilezza. Questo mio entusiasmo se lo sono ricordati anche a radio news 21 dove sarò ospite di un podcast per parlare della mia attività» . —

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