Bufera social sul manifesto sessista, si dimette il presidente di Confcommercio Massa-Carrara

Giuseppe Pieretti

«Il concetto di famiglia messo in discussione da 4 zecche depravate». L'associazione prende le distanze dalle frasi di Giuseppe Pieretti, che aveva difeso sui social il manifesto ritirato

Massa-Carrara. Il presidente di Confcommercio Massa-Carrara Giuseppe Pieretti, di Massa,  si è dimesso dopo la bufera sorta su alcune sue dichiarazioni via social. Dichiarazioni dalle quali hanno preso le distanze i vertici interprovinciali dell'associazione. Questo il comunicato di Confcommercio: "A seguito di alcuni commenti sui social da parte del presidente provinciale di Confcommercio Massa-Carrara Giuseppe Pieretti, in merito alla vicenda della locandina per il progetto di supporto psicologico per imprenditrici e imprenditori che stiano attraversando un periodo di difficoltà a causa delle ricadute dell’emergenza coronavirus, la presidenza e la direzione di Confcommercio Imprese per l’Italia – Province di Lucca e Massa-Carrara (sovraordinate rispetto alle singole strutture provinciali), a nome dell’intera struttura interprovinciale dell’associazione, prendono le distanze dalle parole di Pieretti".

E ancora: “Si tratta – spiegano il presidente e il direttore di Confcommercio – di affermazioni a titolo personale, che non rispecchiano assolutamente il modo di agire e lo spirito della nostra associazione. La locandina iniziale, da cui l’intera vicenda ha preso inizio, è stata sbagliata e l’abbiamo ritirata, sostituendola con un’altra più consona e chiedendo scusa. Scuse che ribadiamo ancora oggi, senza “se” e senza “ma”. Il nostro unico obiettivo è che si torni a parlare del progetto in sé, a nostro avviso importante in un momento storico drammaticamente senza precedenti per il mondo dell’imprenditoria”. E si ricorda che "Giuseppe Pieretti ha rassegnato in forma scritta le sue dimissioni da presidente provinciale di Confcommercio Massa-Carrara".

Come ha scritto Il Tirreno, a far scatenare la polemica un manifesto di Confcommercio di Lucca e Massa Carrara, per promuovere uno sportello di aiuto psicologico agli imprenditori in crisi per il Covid, che sembrava disegnato negli anni Quaranta: padre unico lavoratore, moglie con vestitino che pensa alla famiglia e il figlio per mano che aspetta il futuro. Qualcuno ci ha visto anche una vaga nostalgia fascista, patriarcale di sicuro.

Inammissibile nel 2021, tanto da portare Confcommercio a ritirare il manifesto (in 24 ore) con tutte le scuse del caso, arrivate prontamente dai vertici a chi si era sentito offeso dal messaggio retrogrado e sessista, lanciato - pare - non volendo. Il casosembrava archiviato, soprattutto dopo le scuse (e la retromarcia)del presidente territoriale dell’associazione, Rodolfo Pasquini. Ma a riaccendere la polemica ci aveva pensato il presidente di Confcommercio Massa Carrara, Giuseppe Pieretti. Che male tollera le osservazioni di una donna della zona. Il suo commento sui social infiamma: «La solita del Pd, magari signorina senza famiglia e figli; fatti una passeggiata alle Cascine (il parco di Firenze, ndr) dove troverai gente con cui parlare e salutami Giani; il buio è nella tua testa, che non ha mai visto la luce normale nella sua vita». Pieretti commenta la vicenda del manifesto sulla famiglia sulla pagina social di Repubblica. «Solo chi ha problemi mentali - scrive Pieretti a difesa del manifesto (ritirato) - può vedere qualcosa di sbagliato in questa locandina. Il concetto di famiglia viene messo in discussione da 4 zecche depravate».

Gli risponde la lettrice: «Ci esponga il suo concetto di zecche depravate, è talmente orrendo che già basterebbe a capire che persona è lei... Dall'alto di non so che giudica depravato qualsiasi cosa non rientri in uno schema patriarcale. Nel 2021 la camicia può stirarsela da solo e una donna può essere amministratore delegato di una multinazionale». Aveva aggiunto poi Peretti, al Tirreno: «Non ho iniziato io con le offese. Numerosi post della signora sono stati addirittura rimossi da Facebook. Tutto quello che ho scritto sulla sua vita privata l'ho appreso da lei e dai suoi post, se si è offesa mi dispiace. Non ho intenzione di gettare benzina sul fuoco, ma vedo in tutto questo una manovra strumentale». E riguardo alla locandina incriminata di Confcommercio, Pieretti rivendica la bontà del progetto: «La famiglia in Italia esiste o no? Continuo a chiedermi cosa ci sia stato di così malvagio e sbagliato in quel manifesto».