«No al reparto Covid, sì a un direttore»: la Lunigiana è unita

I consigli comunali di Pontremoli e Filattiera votano quasi all’unanimità mozioni in cui chiedono più autonomia

La Lunigiana marcia unita (o quasi) in difesa della sanità territoriale. La sera scorsa il consiglio comunale di Pontremoli ha approvato all’unanimità i due atti con i quali si chiede di revocare la scelta del reparto Covid a Pontremoli; e si chiede di istituire il direttore del presidio della Lunigiana (ospedali di Pontremoli e Fivizzano), autonomo e distinto dal direttore del presidio Apuane. La stessa cosa fa, quasi contemporaneamente, il consiglio comunale di Filattiera che alle due richieste – su Covid e direzione –aggiunge quella sulla continuità assistenziale (leggi guardia medica). Insomma: il no al reparto Covid e una certa voglia di “indipendentismo” nella sanità, risuonano ancora più forti in Lunigiana.
«Questa proposta nasce dal lavoro fatto insieme a Pontremoli; spero che in pochi giorni venga approvata in tutti i consigli comunali della Lunigiana. Concretezza e serietà portano risultati. Adesso dobbiamo continuare a seguire insieme ogni evoluzione, pretendendo chiarezza e rigore», commenta Francesco Mazzoni del Pd. «Spero – aggiunge che questo sia il primo di una lunga serie di risultati positivi per il territorio. Forse, nell’idea e nella visione di qualcuno siamo marginali, tipi un po’ sempliciotti, “di campagna”. Forse qualcuno pensava di poter imporre le scelte con l’arroganza e la scarsa trasparenza. Forse qualcuno pensa di poterci schiacciare con la forza dei numeri. Forse... Sbaglierò, ma sono convito che l’intelligenza, l’onestà e l’unità di intenti, alla fine, portino frutto. La Lunigiana chiede soltanto trasparenza, chiarezza, rispetto delle regole».
Se a Pontremoli, le mozioni hanno trovato l’unanimità – il centrodestra è in prima fila in questa battaglia – nel consiglio comunale di Filattiera la votazione è avvenuta a ranghi quasi compatti:, solo Andrea Draghi (componente di minoranza e coordinatore locale della Lega) si è astenuto.

I documenti che escono dalla sala consigliare filattierese prendono una netta posizione sul dibattito che si sta accendendo sulla sanità locale, generando un fronte unito, che travalica gli orientamenti politici, e delinea come si muoveranno le singole amministrazioni comunali nel prossimo futuro. La prima mozione, a firma di Massimiliano Zani, componente della maggioranza, e Federico Lucchetti, opposizione, discende direttamente dal documento scaturito dagli omologhi colleghi di Pontremoli e riguarda la possibilità di creare la figura del Direttore del presidio ospedaliero della Lunigiana, in modo da recuperare autonomia gestionale e decisionale sui nosocomi ed investire le risorse in modo maggiormente oculato, dato che la nuova figura conoscerebbe in maniera più approfondita i disagi e i bisogni dei singoli nosocomi.
Dice la sindaca Annalisa Folloni: “Avere un direttore generale degli ospedali della Lunigiana ci consentirebbe di evitare gli errori commessi nella gestione del Covid emerse in queste ultime settimane. Sicuramente le scelte sarebbero state diverse, più aderenti al comprensorio ed alla natura delle strutture. La sola figura però non è sufficiente: occorre che sia con portafoglio, ovvero dotata di tutti gli strumenti finanziari che consentano di intervenire. Sono anni che chiediamo il miglioramento delle strutture, con particolare attenzione al polo di Medicina e Chirurgia di Pontremoli, all’obitorio ed al centro trasfusionale. Le sedi ospedaliere sono vitali per territori montani come quello in cui viviamo».
Una richiesta quasi di indipendenza quella che arriva dalla Lunigiana. La seconda mozione presentata da Federico Lucchetti sulla chiusura del reparto Covid, ha impegnato l’assemblea consigliare nella sua quasi totalità.
Stessa sorte anche alla terza mozione, presentata dallo stesso consigliere di minoranza: quella sul mantenimento del servizio di continuità assistenziale, in pratica la ex guardia medica, dalle 24 alle 8, indirizzandola al governatore Eugenio Giani esortandolo a revocare l’ordinanza che prevede la sua sospensione: «È opportuno che questo servizio sia mantenuto. – ha commentato Annalisa Folloni – Non solo è vitale per le aree montane, ma la sua sospensione potrebbe creare effetti di sovraccarico sul 118». —