Don Marino Navalesi è in terapia intensiva a Livorno

Le condizioni del parroco di San Pietro ad Avenza: era migliorato un po', ma poi si è reso necessario incrementare le cure

CARRARA. L’annuncio della malattia, il Covid-19, lo ha dato lui stesso su Facebook dicendo, alcune settimane fa, che era stato colpito dal virus. E che si stava curando a casa.

Poi le condizioni di don Marino Navalesi, l’amatissimo parroco di San Pietro, la chiesa nel cuore storico di Avenza, sono cambiate.


Si è reso così necessario il ricovero in ospedale, al Noa, e, proprio nei giorni scorsi, il trasferimento nella terapia intensiva di Livorno.

La notizia viene data proprio sulla pagina facebook della parrocchia di San Pietro da don Luca Signanini.

«Cari amici, qualche giorno fa un lieve miglioramento nel quadro clinico di don Marino, ci faceva ben sperare in una sua veloce ripresa, ma quel miglioramento è stato l’unico e dopodiché si è stabilizzato e non ci sono stati altri passi in avanti – scrive – Per questo i medici hanno ritenuto opportuno trasferire il caro don Marino in terapia intensiva per poter incrementare le cure ma soprattutto per alleggerire il suo fisico. Al momento si trova all’ospedale di Livorno dove è stato trasferito. Preghiamo intensamente affinché il Signore, il Buon Samaritano, fasci le sue ferite e lo risani. Preghiamo anche per tutti i medici! »

E dall’Asl spiegano che il trasferimento nella terapia intensiva di Livorno si è reso necessario per l’organizzazione della rete ospedaliera che è fatta in modo da tenere sempre non sotto pressione i reparti di tutti gli ospedali che fanno parte dell’azienda sanitaria toscana.

Nessun problema di sovraffollamento o di carenza di posti quindi nella rianimazione apuana (dove ad oggi ci sono 22 ricoverati) ma l’obiettivo di “spalmare” i pazienti nei vari ospedali in modo da non creare situazioni di sovraffollamento come era accaduto in primavera.