Arpat, sono ancora 452 le aree da bonificare

Uno scorcio dell’area ex Farmoplant

Il comune con più siti in provincia il capoluogo Massa: 221. Svolti controlli e sanzionate attività produttive

MASSA-CARRARA. Arpat ha presentato la nona edizione del suo “Annuario dei dati ambientali della Toscana”, che quest’anno raccoglie più di 90 indicatori su aria, acqua, mare, suolo, agenti fisici e sistemi produttivi, così da offrire un quadro ampio ed approfondito della situazione ambientale della regione.

L’Agenzia, inoltre, per il settimo anno consecutivo, ha pubblicato anche la versione provinciale del documento, in cui sono fornite informazioni più dettagliate per ogni singolo territorio, fino al livello comunale. Nella nostra provincia è confermato il triste primato legato all’elevato numero di siti da bonificare. Le informazioni disponibili, aggiornate a marzo 2020, sono tratte dalla banca dati regionale Sisbon, comprensiva di tutti i siti, sia quelli con procedimento attivo che quelli con procedimento chiuso. In Toscana i siti ancora da bonificare risultano attualmente ben 4.499, con 17.807,79 ettari di terreno coinvolti e procedure che spesso vanno a rilento. Si tratta soprattutto di ex fabbriche, ex discariche di rifiuti ed ex distributori di benzina.

A Massa-Carrara queste aree sono 452, per 3.349 ettari totali, così ripartite: 44 distributori, 63 impianti di gestione e trattamento rifiuti, 266 industrie, 6 cave, 60 “altre attività” e 13 “attività non precisata”. I siti ancora attivi ammontano a 285 e quelli interessati all’interno del perimetro del Sin/Sir sono oltre 100.

Il comune più inquinato risulta Massa, che conta ben 221 siti, seguito da Carrara (146). Fivizzano ne ha 18, Aulla 16, Pontremoli 15, Mulazzo 6, Montignoso e Podenzana 5, Licciana Nardi e Zeri 4, Bagnone e Filattiera 3, Villafranca 2, Casola, Comano, Fosdinovo e Tresana 1. A livello di densità, quindi in riferimento al numero di siti presenti ogni 100 km quadrati, la provincia apuana (39,1) è seconda in Toscana dopo Pistoia (42,9). Anche per quanto riguarda la percentuale sulla superficie provinciale, Massa-Carrara è seconda, subito dopo Livorno, con il 2,9% rispetto al 5,3% della provincia labronica, la quale, del resto, ha una storia di inquinamento ambientale molto simile alla nostra, con un passato industriale terribile, che ha lasciato una triste eredità di terreni e falde ancora contaminati, dopo trent’anni dalla chiusura delle industrie chimiche.

Il punto sui controlli

Per quanto riguarda le attività produttive, l’annuario riporta i risultati dei controlli effettuati dall’Arpat su depuratori, aziende a rischio incidente rilevante e società con autorizzazione integrata ambientale (Aia) regionale. L’Agenzia nel 2019 ha ispezionato 6 dei 7 impianti apuani di depurazione di reflui urbani che servono più di 2 mila abitanti, riscontrando irregolarità in 4 di essi. Su 62 campioni prelevati in questi depuratori, 6 sono risultati non conformi (1 ad Aulla, 2 a Carrara e 3 a Massa). Gli impianti con almeno 1 campione non conforme sono stati 3 (Aulla, Carrara e Massa). Ventotto campionamenti hanno interessato i 2 depuratori di Massa, in uno dei quali sono state riscontrate 3 irregolarità (amministrative e penali). Nell’impianto di Carrara, su 14 campioni effettuati, è stata trovata una sola irregolarità. Stessa cosa nell’impianto di Pontremoli, sottoposto a 4 campionamenti. L’Arpat ha monitorato anche 2 dei 3 depuratori di Aulla, prelevando 16 campioni e riscontrando 3 irregolarità in uno dei due impianti. In provincia sono state controllate aziende con Aia regionale attive nel settore cartario (Europaper Spa di Fivizzano), in quello chimico (Solvay Chimica Italia Spa di Massa) e nella gestione dei rifiuti (Cermec Spa di Massa e Programma Ambiente Apuane Spa di Montignoso). La Solvay è stata oggetto di due sanzioni, per rifiuti e d emissioni. Anche nella gestione rifiuti si registrano una sanzione amministrativa e due penali ma l’annuario non specifica l’azienda.

La Europaper, invece, è risultata perfettamente in regola. Gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante controllati sono stati il deposito di esplosivi Uee Italia Srl e quello di Gpl Lunigas If Spa. Ad entrambe le società sono state richieste “misure integrative” (raccomandazioni/prescrizioni).