Il nuovo presidente dell'Autorità portuale: "Porterò nuovi traffici a Marina di Carrara"

Mario Sommariva ha le idee chiare: il sistema portuale soffre, il Covid non lascerà tutto come prima

CARRARA. Genovese, classe 1957. Un’esperienza come dipendente della Costa, e una lunga carriera sindacale con la Cgil. Poi due mandati come segretario dell’Autorità portuale a Bari e altri due a Trieste.

Ecco chi è Mario Sommariva, nuovo presidente dell’Autorità portuale.


Quali sono i primi obiettivi?

Per delineare degli obiettivi occorre innanzitutto sviluppare un grande lavoro di ascolto del territorio. Ascolto delle organizzazioni sindacali e della cittadinanza. Vi è poi la necessità di dare continuità ai progetti che sono stati già attivati dalla precedente amministrazione. Se devo indicare comunque una priorità direi che è quella dell’integrazione fra porto e territorio, fra porti e città. Per questo serve appunto entrare in sintonia con le esigenze del territorio.

Qual è la situazione del sistema portuale nei tempi della pandemia?

Il sistema portuale soffre come soffre l’intera economia europea e mondiale. Occorre dire che i porti, che non hanno mai chiuso i battenti, hanno dimostrato una forte resilienza rispetto ad altri settori dell’economia. Paradossalmente, le grandi compagnie di trasporto container, grazie alla ristrutturazione dell’assetto delle linee dovuta al Covid, che ha consentito loro di aumentare notevolmente i noli sono riuscite a realizzare risultati molto positivi dal punto di vista dei bilanci. Le crociere invece sono state praticamente azzerate, nonostante alcuni coraggiosi tentativi di ripresa come pure in sofferenza è il segmento dei traghetti. Dovremo aspettare i primi mesi del 2021 per capire quali saranno i segnali di ripresa. Certo il Covid non lascerà tutto come prima.

Cosa pensa del porto di Marina di Carrara? Prospettive future?

Il porto è una risorsa essenziale per il territorio. Per questo, come dicevo, un tema essenziale è quello di una sua integrazione con il territorio affinché sia percepito come tale. Dovremo approfondire le sinergie di sistema con il porto di La Spezia, verificare il consolidamento dei traffici attuali e attrarre dei nuovi, affrontare i temi della viabilità e dell’utilizzo dei collegamenti ferroviari. Il porto dovrà essere sostenibile ed efficiente. Queste sono prime riflessioni molto generali e generiche. Poi, come ho detto, occorre ascoltare il territorio, gli operatori e le istituzioni e condividere una strategia di sviluppo. Nei porti deve suonare un’orchestra, non servono solisti

Da quale realtà arriva? Con quali prospettive?

Arrivo da Trieste, primo porto d’Italia per volumi di traffico dove ho vissuto 5 anni meravigliosi al fianco del Presidente Zeno D’Agostino. Abbiamo insieme costruito il recupero di prestigio internazionale del porto. E’ stata una bella avventura. La prospettiva la racchiudo in quattro parole: lavoro, innovazione, traffici e sostenibilità. Attorno a queste parole chiave è possibile costruire una prospettiva.