Operatori positivi al Noa, l'allarme di Cgil. Musetti: «Chi rimane al lavoro è ormai allo stremo delle forze»

Il coordinatore Fp Cgil per tutta l’Asl Toscana Nord Ovest: al Noa di Masa contagiati 8 sanitari in pronto soccorso e 5 in chirurgia. 

MASSA. Contagiati, positivi al coronavirus, si stanno curando. Non possono certo - come è normale che sia - andare al lavoro. Né, quando di professione fai l’oss, l’infermiere o il medico, puoi optare per il lavoro da casa. Così - a fare il punto è la Cgil - avere 8 positivi al pronto soccorso del Noa e 5 nel reparto di medicina Covid, significa riorganizzare turni, aumentare le ore di lavoro a infermieri, oss e medici in servizio. Significa «chiedere altri sacrifici a chi è allo stremo delle sue forze».

A fare il punto su contagi e sanitari è Valerio Musetti, coordinatore Fp Cgil per tutta l’Asl Toscana Nord Ovest, è lui a fornire i dati sulle nuove positività e ad “inviare” all’azienda richieste precise: «Al pronto soccorso dell’ospedale apuano - dettaglia il sindacalista - sono positivi 4 infermieri e altrettanti operatori sanitari. Nel reparto di medicina Covid sono risultati positivi 5 infermieri e due settimane fa sono emerse positività anche tra i sanitari in servizio nel reparto di chirurgia. Ai nuovi casi in ospedale si aggiungono poi quelli dei sanitari che lavorano sul territorio».


Valerio Musetti sulle origini del contagio chiarisce: «Non so stabilire se chi ha contratto il virus lo abbia fatto all’interno o all’esterno del suo ambiente di lavoro, certo è che, come Cgil, chiediamo una serie di misure a garanzia della salute dei lavoratori. E non dimentichiamo che se il lavoratore sta bene è assicurata la piena funzionalità dei servizi».

Sì perché è chiaro che se i sanitari si ammalano diventa più difficile garantire i servizi. E il rischio - Valerio Musetti lo mette ben in evidenza - è che quei servizi siano ridotti o assicurati a spese dei lavoratori. E che cosa intenda dire, Musetti lo chiarisce con l’esempio: «Con una circolare di 20 giorni fa, vista l’emergenza, sono state bloccate le ferie, ai lavoratori vengono richiesti straordinari. Il personale - prosegue il sindacalista - ha sempre dimostrato grande flessibilità e disponibilità, ha prontamente risposto all’emergenza. Ma adesso le forze fisiche, psicologiche ed emotive di chi opera in sanità sono allo stremo. Spesso si lavora in numero non adeguato e con la paura del virus. L’emergenza evidenzia quanto abbiamo sempre denunciato: la carenza di personale. E se è vero che, complessivamente, in Asl Toscana Nord Ovest, al 31 ottobre i lavoratori erano 538 in più del precedente dicembre, è anche vero - aggiunge Musetti - che la maggior parte dei neo assunti è stata impiegata in servizi supplementari». Insomma- per parafrasare - nuovi servizi e personale per garantirlo, ma stesso organico nei servizi già esistenti.

Tracciato il quadro, il sindacalista formula le richieste de all’azienda: «Insistiamo sulla necessità di implementare l’organico e sull’importanza della sicurezza sul luogo di lavoro. In particolare è fondamentale assumere in terapia intensiva. Chiediamo che l’azienda sanitaria effettui periodicamente, magari ogni 15 giorni, test sierologici ai sanitari in modo da disporre di una “fotografia” sempre aggiornata. Se, rispetto alla rima fase pandemica, adesso i dispositivi ci sono, è fondamentale che l’Asl ponga rimedio ad eventuali errori per ridurre i rischi di contagio. Non dimentichiamo che ci sono lavoratori che più e più volte ripetono le operazioni di vestizione, come avviene in pronto soccorso». 


 

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