Bufera sull’Accademia di Belle Arti di Carrara, sequela di “no comment”

Da palazzo civico nessuno vuole commentare i numerosi rilievi contenuti nella relazione dell’ispettore Ametta. E c’è il rischio accorpamento con Firenze

Carrara

Nessuna replica, soltanto un valzer di “no comment”, e la scelta del silenzio, per il momento, sulla questione. Piazza II Giugno non commenta l’esito dell'ispezione a palazzo del Principe di Michele Ametta, dirigente dei servizi ispettivi di Finanza Pubblica del Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef).


Un'ispezione condensata in varie pagine nella relazione sulle quale, nei giorni scorsi, erano tornati dopo un primo affondo, Riccardo Bruschi e Nicola Pieruccini, rispettivamente coordinatore comunale di Forza Italia e commissario cittadino della Lega. Prima la richiesta di dimissioni sia dell'assessore Andrea Raggi (membro del cda dell'istituto), sia, parlando di ineleggibilità, verso il direttore dell'istituto, Luciano Massari (al secondo mandato, rieletto fino al 2022) che al primo articolo aveva replicato annunciando possibili querele, ribadendo la legittimità della sua elezione.

Dopodiché i due politici erano tornati sulla relazione, riprendendola e fornendo vari interrogativi e, in coda, paventando il rischio di un possibile accorpamento con l'accademia fiorentina con l'ipotesi pronosticabile, nel caso, di una perdita di peso specifico dell'istituto carrarese. Uno scenario, rimarcavano, da scongiurare assolutamente. Dal caso del direttore amministrativo fino, avevano scritto, “all'esistenza di un'inchiesta della Procura della Repubblica sul servizio di catalogazione informatizzata del Fondo antico della biblioteca dell’Accademia”, passando per i corsi della “Summer School”, tra gli altri nodi contenuti nel carteggio. Ebbene, su questi temi – così come sull'ipotesi accorpamento – da palazzo civico, sia da parte dall'assessore Andrea Raggi (interpellato come membro del cda dell'Accademia), sia da parte del primo cittadino Francesco De Pasquale e dell'assessore alla cultura Federica Forti la linea comune è quella, come detto, del “no comment”.

«L’accesso ispettivo è stato condotto anche al fine di verificare alcuni esposti del collegio sindacale dell’Accademia e alcune richieste avanzate dal Miur, ambedue finalizzate a stimolare una verifica ispettiva», si spiega nella relazione di cui parlano il coordinatore forzista e il commissario del partito di Matteo Salvini; una verifica «in relazione a fatti denunciati con esposti vari». Si va dal «”Memorandum di cooperazione” con l’Associazione culturale Via Della Seta», passando per l'«“istituzione di corsi di lingua Italiana” a studenti cinesi e di corsi estivi denominati “Summer school”»; poi, tra gli altri, la «nomina di “professori onorari” ed eventuali spese sostenute», fino all'esposto «relativo al contratto denominato “Surus” per il servizio di “catalogazione informatizzata delle edizioni antiche”». In coda si prova a fare il punto con l'incipit della conclusione che recita: «La gestione complessiva dell’Accademia appare disarticolata, basata sulla buona volontà di alcuni dipendenti che responsabilmente svolgono le proprie funzioni ma, in sostanza, operando in autogestione in mancanza di direttive conseguenti ai numerosi interim attribuiti dal Miur per circa un decennio a una platea di direttori amministrativi».



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