«Alla cassa 40 ore a settimana, le mani sono consumate a furia di lavarle»

La spesa in sicurezza al Carrefour express di via Toniolo, Alessandro Pennacchi, Alberta Casarini, Marina Bordigoni, Paola Verzanini e Jessica Tolazzi

Al Carrefour Express di via Toniolo nessuno ha mai abbassato la guardia. E i clienti si sentono come a casa

Il Carrefour express di via Toniolo non è un supermercato della grande distribuzione, ma una bottega di quartiere dove la disponibilità e la solidarietà sono all'ordine del giorno. Basta pensare che durante il lockdown hanno consegnato spese ad anziani rimasti senza soldi. Una bottega di vicinato controllata a vista della titolare e direttrice Marina Bordigoni.

Una che la sua divisa la sa fare rispettare. Quindi non stupitevi se mentre siete a fare la spesa viene a tirarvi le orecchie perchè la mascherina non vi copre il naso. Niente paura però questa non è una caserma, anzi, in questo franchising domina l'allegria e direttrice e addetti pur di accontentare i clienti se le inventano tutte. L'importante è rispettare le regole. A cominciare dai dipendenti, come spiega il co - titolare Alessandro Pennucci, che di ore dietro la cassa se ne fa quaranta la settimana: «e dopo quaranta ore di cassa - dice - quando la sera torno a casa qualche pensiero per la testa ce l'ho. Mi misuro la temperatura quattro volte al giorno e mi sono consumato le mani a forza di disinfettarle. Ma è importante farlo, soprattutto adesso perchè a differenza della prima ondata quando si sentiva parlare del virus come di una cosa lontana, adesso è vicino a noi. Ma molte persone hanno abbassato la guardia».

Come conferma la direttrice Marina Bordigoni: «durante il primo lockdown il virus si temeva di più, le persone erano più impazienti ma più attente alle distanze, venivano a fare la spesa una o due volte la settimana, e le spese a domicilio erano molte di più. Adesso si fatica a tenere a bada gli ingressi, marito e moglie vogliono entrare assieme - prosegue - qualcuno tenterebbe di entrare senza mascherina, gli anziani sono in giro tutto il giorno e vengono a fare la spesa più volte al giorno. Diciamo che giovani e vecchi sembrano ritenersi immuni. Ma noi non abbiamo mai abbassato la guardia e facciamo rispettare le regole, perchè quando tutto sarà finito vorremo poter dire che noi le regole le abbiamo rispettate a fatte rispettare. Abbiamo cambiato la posizione delle casse per creare più spazio e sanifichiamo di continuo». Come dice Paola Verzanini, cliente abituale: "loro vivono per pulire sono gli unici che chiudono mezzora a pranzo per sanificare". Di abbassamento della guardia parla anche Jessica Tolazzi, l'addetta della consegna a domicilio delle spese: "in lockdown sembravamo noi gli untori, quando portavo le spese lasciavano i soldi fuori della porta. Una signora a cui portavo la spesa non l'ho mai vista. Adesso è il contrario".

Una completa inversione di marcia, insomma: "durante il lockdown è stata una guerra - aggiunge la direttrice - non nego che ci sono state delle giornate dai toni altissimi e per far rispettare le regole abbiamo dovuto alzare la voce. Ma siamo sempre stati preparati. Carrefour ci ha supportato da subito con i presidi, per i clienti abbiamo realizzato le mascherine usando le traversine per i cani cucite da una nostra cliente. Solo di gel e altri presidi abbiamo speso diecimila euro. Abbiamo dato ogni genere di servizio, pagamenti di bollette, ricariche, spese sospese, spese a domicilio consegnate quando la grande distribuzione aveva girato le spalle bloccando le consegne a domicilio, fatto assistenza agli anziani rimasti senza soldi perchè i figli abitano in un'altra regione. Non ci siamo risparmiati un solo giorno nell'adoperarci a stare in prima linea ad affrontare l'emergenza". Per fortuna a rallegrare le giornate con qualche incursione canora ci pensa Alberta Casarini, la mascotte del Carrefour, da tutti ribattezzata la "Stella della Grotta". —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi