Paradiso Spa, il Comune dovrà sborsare “soltanto” 5 milioni di euro a Franzoni

La vicenda riguarda la gara di appalto del 1981 per Avenza ovest. La cifra risarcitoria stabilita inizialmente era di 12 milioni

CARRARA. Il tribunale di Massa si è pronunciato sulla vicenda del contenzioso con la Paradiso Spa, fissando a 5.098.923 milioni di euro l'importo del risarcimento che il Comune dovrà corrispondere alla società. E’ una cifra inferiore alla metà di quella che il consulente storico del municipio, cui questa amministrazione ha revocato l’incarico, aveva indicato come conveniente per una transazione.

La vicenda, lo ricordiamo, ha inizio nel 1981 quando il Comune di Carrara bandisce una gara di appalto per la costruzione e la gestione nella zona di Avenza ovest di alcune strutture di edilizia popolare e di un centro commerciale.


Paradiso Spa partecipa ma non si aggiudica la gara e presenta ricorso. Dopo circa 30 anni, nel 2006, la Corte di Cassazione stabilisce che la società del signor Andrea Franzoni aveva ragione: l’appalto avrebbe dovuto essere assegnato alla Paradiso che merita dunque un risarcimento. E proprio sull'entità di questo risarcimento si è aperta un'altra delicata partita, protrattasi per ben 14 anni.

“Si tratta di una sentenza di primo grado, quindi controparte può sempre ricorrere in appello. Quello che è certo è che la cifra individuata dal Tribunale è nettamente inferiore a quella pari a circa 12 milioni, somma indicata dal consulente storico del municipio come conveniente per un accordo transattivo. Si ricorda che a febbraio questa amministrazione, in base al parere del consulente e non avendo trovato accantonata nel fondo rischi una tale ingente somma, era stata portata e ritenere che la transazione, che prevedeva la possibilità di spalmare l’importo su dieci anni, potesse essere l’unica soluzione per evitare al Comune il predissesto. Tuttavia a giugno, a seguito di un approfondimento sul contenzioso, era emersa documentazione che testimoniava come poco prima del luglio 2017 (inizio del mandato in corso) fosse stato giudicato ragionevole un accantonamento relativo alla controversia di importo assai inferiore a quello che era stato prospettato come accoglibile per la transazione. Per tutti questi motivi il sindaco Francesco De Pasquale aveva incaricato il professor Antonio Scudieri, presidente onorario di sezione della Corte dei Conti e docente di contabilità pubblica, di valutare l’intera vicenda. Il professore aveva rimesso in dubbio e ridimensionato la quantificazione del risarcimento per la controversia, escludendo la possibilità per una pubblica amministrazione di sottoscrivere una transazione alla cifra individuata e smontando uno degli elementi cardine che avevano fatto prendere in considerazione l’ipotesi stessa della transazione, ovvero la possibilità di diluire in dieci anni il risarcimento. Sula base del parere del professor Scudieri l'amministrazione aveva deciso revocare l’incarico al consulente e di proseguire l’iter processuale. Con questa sentenza, dunque, viene confermata la bontà del percorso intrapreso.

Da piazza Due Giugno precisano inoltre che, l'entità del risarcimento così come individuata dalla sentenza di primo grado è tale che “non ci saranno ripercussioni per la gestione finanziaria dell'ente perché questa amministrazione ha accantonato tutte le somme necessarie a coprire questo contenzioso. Grazie al prudente lavoro di questi ultimi 3 anni quindi abbiamo la disponibilità finanziaria per intervenire. In buona sostanza il Comune non andrà in predissesto, una situazione che comporta tagli su servizi importantissimi per i cittadini nella quale nessuno vorrebbe trovarsi, men che meno in un periodo storico come questo”.