Morto sul lavoro: la Procura della Spezia indaga per omicidio colposo

Sull’operaio 36enne di Montignoso lunedì verrà eseguita l’autopsia Il Pci di Sarzana: «Serve prevenzione e formazione, una cultura della sicurezza»

LUNI. La Procura della Repubblica della Spezia ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo. L’inchiesta sulla morte di Nicola Iacobucci, l’operaio di Montignoso di 37 anni morto sul colpo, travolto da tonnellate di polvere di marmo, in una segheria di Luni nel primo pomeriggio di giovedì, è stata affidata al pubblico ministero Claudia Merlino, specializzata in fatti inerenti agli infortuni sul lavoro.

Ed è stato disposto anche l’esame autoptico sulla salma dell’operaio che sarà effettuata nella giornata di lunedì, per poi essere restituita alla famiglia che potrà organizzare i funerali. Nel mirino degli inquirenti, al lavoro i carabinieri della compagnia di Sarzana e gli ispettorati del lavoro dell’Asl 5, la verifica del rispetto sulle prescrizioni in tema di sicurezza nei cantieri.

Secondo la ricostruzione dei militari, Nicola stava lavorando allo smantellamento di un silos stracolmo di tonnellate di polvere di marmo. Si trovava all’interno di un cestello sopraelevato da terra, posto al termine di un braccio di una piccola gru. Durante l’operazione, e anche questa è una cosa in via d’accertamento, il silos ha ceduto uccidendolo sul colpo. Nicola era dipendente della ditta Santema, che stava lavorando in di subappalto dall’altra ditta Sada, allo smantellamento del silos.

Un ragazzo amato e rispettato per la propensione al lavoro: era contrattualizzato da oltre due anni, e lavorava 25 ore alla settimana. Lascia la convivente Barbara e due figli, una bambina di 12 e un bimbo di 8 anni. Tra le tante reazioni, da registrare quella del neo presidente del consiglio regionale ligure Gian Marco Medusei. «La tragedia accaduta a Luni ripropone in tutta la sua drammaticità l’urgenza di un impegno deciso delle istituzioni, a tutti i livelli, per arginare la piaga delle morti bianche. Ancora una volta una famiglia è stata distrutta: una donna ha perso il compagno e due bambini hanno perduto il padre.

La morte di Iacobucci è l’ultimo di una lista ormai troppo lunga di lutti, di dolore e sofferenza. Il lavoro, al contrario, deve essere affermazione professionale, occasione di riscatto e di crescita sociale ed economica. Per questo occorre aumentare la formazione e incrementare i controlli nei cantieri sul rispetto delle norme di sicurezza. Il lavoro è un diritto sancito dalla Costituzione e non deve essere un luogo di pericolo o, peggio, di morte».

Sul punto anche Matteo Bellegoni, sarzanese e segretario ligure del Pci: «Nello stringerci alla famiglia della vittima, a cui porgiamo le più sentite condoglianze, denunciamo con forza la poca attenzione al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Servono prevenzione e formazione, una vera cultura della sicurezza da parte delle aziende e di tutte le istituzioni preposte ai controlli. Non si può, come ancora troppo spesso accade, continuare a considerare la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro un costo o un mero adempimento normativo ».


 

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